Fatturazione elettronica del fotovoltaico: come funziona?

Fatturazione elettronica per il fotovoltaico, vediamo i dettagli di come funziona…

In materia di fatturazione energetica, il 21 settembre 2015 sono state attivate le nuove funzionalità dei Portali Gestore dei Servizi Energetici, inerenti allafatturazione elettronica, anche per il settore fotovoltaico, e che riguardano:

  • Certificati Verdi;
  • Tariffa Onnicomprensiva (e Tariffa Fissa Onnicomprensiva);
  • Ritiro Dedicato e Scambio sul posto;
  • Certificati Bianchi;
  • Fonti Energie Rinnovabili Elettriche.

Ricordiamo che il 20 luglio era stato introdotto l’obbligo di emissione di fattura elettronica per la cessione di energia da fonti geotermiche, eoliche, idroelettriche, oceaniche, e bio: biomasse, biogas e bioliquidi.Fatturazione elettronica del fotovoltaico

Completato il piano della fatturazione elettronica

Questa estensione della fatturazione elettronica al settore fotovoltaico ha completato l’iter procedurale di dematerializzazione. Cosa prevede questa novità? Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) gestisce il processo di fatturazione elettronica in base ai documenti emessi su singoli Portali, in concreto vediamo quello che deve fare il Soggetto Responsabile:

  • accedere alla sezione relativa alla fatturazione presente nei singoli Portali e completare il modello di fattura precompilato pubblicato dal GSE, inserendo il numero e la data da attribuire al documento, confermandole e autorizzando il Gestore dei Servizi Energetici a emettere fattura;
  • confermare il pagamento da parte del GSE una volta compilata la fattura.

Il Gestore dei Servizi Energetici, invece, conferma il documento precompilato, emette la fattura in formato XML con firma digitale e la trasmette al Sistema di Interscambio, il sistema informatico in grado di ricevere le fatture sotto forma di file, effettuare controlli sui file ricevuti, inoltrare le fatture alle Amministrazioni destinatari.

Una volta ricevuta la notifica generata automaticamente dal processo, il Soggetto Responsabile, se la notifica viene accettata, potrà scaricare il file XML della notifica di accettazione del Sistema di Interscambio e il file XML della fattura elettronica; qualora la notifica venisse scartata dal Sistema di Interscambio, la fattura sarà considerata non emessa e il GSE dovrà proporre un’altra “bozza” di fattura.

Termini di pagamento

Dopo l’analisi della procedura da eseguire da parte delle parti, quali sono i termini di pagamento della fattura elettronica? Il pagamento di questa tipologia di cessione dev’essere effettuato alla scadenza contrattuale prevista e indicata nel Portale di riferimento, una volta salvata la fattura.


 

Fotovoltaico: E.ON mette in funzione il parco su larga scala

28 MW e un costo inferiore ai 50 milioni:ecco il parco fotovoltaico su larga scala di E.ON

Come riporta la specifica guida del comparatore SuperMoney su E.ON, “E.ON è una delle principali società energetiche italiane, conta più di 900.000 clienti complessivi, tra energia elettrica e gas ed è oggi tra i più grandi gruppi privati al mondo”.Fotovoltaico: E.ON e il nuovo parco

L’azienda gestita da Group Management con sede a Düsseldorf, vende energia tradizionale, ma anche tradizionale, tra cui l’energia solare, il redditizio e funzionale fotovoltaico.

Proprio il fotovoltaico è al centro della politica commerciale di E.ON, che permette ai propri clienti di acquistare diverse soluzioni di pannelli fotovoltaici da utilizzare per la produzione energetica: i kit E.ON Vantaggio Sole sono disponibili da 3kw, 4,5kw, e 6kw, per soddisfare le esigenze degli utenti, e per favorire all’utilizzo dell’energia rinnovabile, punto fondamentale anche della nuova Legge di Stabilità, perché favorisce il risparmio economico e la tutela ambientale.

Ecco il parco fotovoltaico E.ON in California

L’investimento sul fotovoltaico E.ON l’ha fatto anche su vasta scala, con il parco costruito negli Stati Uniti e, per la precisione, a Maricopa West in California.
Il parco su larga scala ha una potenza installata di 28MW, è stato completato prima del previsto e con una spesa inferiore ai 50milioni di Euro.

Dal punto di vista tecnico dispone di 89mila pannelli solari, che, attraverso un sistema di tracking, ovvero attraverso dei meccanismi che fanno ruotare i pannelli, seguono il sole facendo sì che i raggi incidano con un angolo di 90°, migliorandone la resa energetica.

E.ON e il fotovoltaico: un binomio che durerà ancora

Questo californiano non è il primo progetto di fotovoltaico a larga scala intrapreso da E.ON: il primo parco è stato quello da 18 MW collocato presso la base dell’esercito americano Fort Huachuca, nel sud dell’Arizona, che è il più grande che sia mai stato costruito in una zona militare americana.

Dopo il completamento del secondo parco, a Maricopa West, l’azienda ha deciso di continuare nello sviluppo di progetti di grandi dimensioni per il fotovoltaico, grazie alla propria filiale specifica, E.ON Solar, collocata a San Francisco.

Come contestare le bollette di luce e gas?

Se hai subito un disservizio devi subito contestare le bollette e presentare un reclamo scritto al tuo fornitore

Si può contestare una bollette di luce o gas per diverse ragioni. Tra le motivazioni più ricorrenti rientrano l’attivazione arbitraria di servizi a pagamento non richiesti, le frequenti segnalazioni per i casi di doppia fatturazione e perfino il mancato recapito delle bollette di luce e gas. Qualunque sia la tua motivazione ti consigliamo di segnalare il disservizio alla tua compagnia energetica, segnalando tempestivamente il problema attraverso una comunicazione scritta.Bollette luce e gas: come presentare un reclamo

Le soluzioni sono diverse. Poi usare ilservizio di assistenza e consulenzadisposto l’Autorità per l’energia, oppure ricorrere all’aiuto di alcune associazioni a difesa dei consumatori. Alcune di queste hanno anche siglato dei protocolli d’intesa con le principali compagnie energetiche. In questo modo, i consumatori sanno che aderire alle offerte luce e gas di Eni, o di Enel e di altri operatori, comporta anche la possibilità di accedere a questi servizi utili per segnalare qualunque tipo di problema.

Contestare una bolletta di luce e gas: la procedura

Se ad esempio non ricevi la bolletta di luce o gas da molto tempo, o al contrario, hai ricevuto una bolletta dall’importo troppo elevato ti consigliamo di non perdere tempo e inviare subito una segnalazione scritta, tramite raccomandata a/r, indicando al tuo fornitore il tipo di problema. In questi casi, il fornitore deve eseguire tutte le verifiche necessarie e fornirti una risposta entro 40 giorni dal ricevimento della tua segnalazione.

I tempi di risposta variano a seconda del problema. Per i casi di fatturazione errata dovrai infatti attendere 90 giorni prima di vederti riaccreditare la somma non dovuta mentre i tempi si accorciano a soli 20 giorni per i casi di doppia fatturazione. Se il rimborso non avviene nei tempi previsti, potrai richiedere anche un indennizzo, da un minimo di 20 euro fino a 60 euro, che ti verranno versati direttamente nella bolletta successiva.

Se in attesa di ricevere una risposta dal tuo fornitore hai sospeso momentaneamente il pagamento delle bollette, ti ricordiamo che il tuo fornitore non potrà sospendere arbitrariamente la fornitura di luce e gas. La procedura prevede per questi casi l’invio di una comunicazione scritta da parte del tuo fornitore con l’indicazione del termine ultimo per il pagamento degli importi arretrati, le modalità per comunicare l’avvenuto pagamento e la data prevista per la sospensione della fornitura della luce o del gas. Inoltre, prima di interrompere l’erogazione delle utenze domestiche, il fornitore potrà anche accedere aldeposito cauzionale, versato al momento di sottoscrizione del contratto.

Altre soluzioni

Per contestare le bollette potrai anche rivolgerti allo Sportello del Consumatore, il servizio attivato dall’Autorità per l’Energia. Grazie a questo servizio potrai attenere una consulenza mirata e ricevere tutte le indicazioni necessarie per risolvere il problema. Un’altra soluzione potrebbe essere quella di contattare una delle tante associazioni in difesa dei diritti dei consumatori e visitare il relativi siti web. Infatti, in alcuni casi potrai anche trovare il modulo per presentare il tuo reclamo che dovrai solo compilare e inviare al tuo fornitore.


 

Bollette meno care nel 2016

Dal 1 gennaio 2016 le bollette degli italiani saranno meno care. Più ripida la discesa della spesa del gas

Buone notizie per i consumatori italiani in termini di energia. Dopo che l’Indagine Istat ha visto l’Italia al di sotto delle medie europee per i consumi energetici, arriva la notizia che dal primo gennaio del 2016 le bollette dell’energia elettrica nel Belpaese subiscono un doppio ribasso. A scattare la fotografia sullebollette meno care è stata l’Autorità per l’energia elettricache, nella cornice dell’aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento sia per i nuclei familiari sia per i piccoli consumatori relativamente ai primi tre mesi del 2016, ha messo nero su bianco le previsioni per il prossimo anno che parlano del risparmio di energia.Bollette meno care nel 2016

Bollette meno care, la fotografia dell’Autorità Energia

Per ogni nucleo familiare, secondo quanto riportato, si prevede infatti che le bollette della luce si ridurranno dell’1,2% anno su anno. Segnali ancora più positivi arriveranno invece dalle bollette del gas che registreranno una discesa più ripida. Per ogni nucleo familiare infatti si prevede che la diminuzione dei costi sulla bolletta del gas si attesterà a quota 3,3 per cento anno su anno.

Il risparmio sulla bolletta della luce e sulla bolletta del gas,archiviati i 12 mesi dell’anno, complessivamente farà risparmiare ad ogni nucleo familiare in media la somma di 60 euro rispetto ai costi dell’anno precedente. Per massimizzare ulteriormente il risparmio è necessario scegliere l’offerta di luce e gas giusta.

Cala la spesa delle bollette nel 2016, i numeri

Nello specifico, per quanto riguarda il consumo di energia elettrica, ogni nucleo familiare sosterrà una spesa che sfiorerà quota 505 euro complessivi nell’arco temporale che va dal primo aprile 2015 al 31 marzo 2016. Le bollette relative ai consumi di energia elettrica dunque nel periodo considerato accuseranno un calo dell’1,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente ossia nel periodo compreso tra il primo aprile 2014 e il 31 marzo 2015. In termini monetari, il risparmio ammonterà a circa 7 euro per nucleo familiare sull’anno considerato.

Quanto ai consumi di gas, nel periodo la spesa di ogni nucleo familiare si attesterà in media attorno a quota 1.093 euro, con una diminuzione di 4,4 punti percentuali anno su anno. In questo caso, il risparmio sarà molto più consistente in quanto si attesterà attorno a quota 50 euro nell’arco temporale compreso tra il primo aprile 2015 e il 31 marzo 2016.

Truffe sul canone Rai: scattano le prime segnalazioni

Atteso con la prima bolletta di luglio, il canone Rai entra nel mirino di truffatori esperti e piovono le prime denunce

A breve distanza di tempo dall’annuncio shock del canone Rai in bolletta, ecco che arrivano nuove e preoccupanti notizie. Sono state infatti denunciati i primi casi ditruffe sul canone Rai. In questo caso i primi tentativi hanno colpito gli abitanti di Piombino e Val di Cornia, dove dei “falsi addetti dell’Enel” bussavano alle porte delle abitazioni dei malcapitati chiedendo ilversamento in contanti di 60 euro comeanticipo per il canone Rai. Dotati ditesserino e moduli rigorosamente falsi, gli pseudo-incaricati Enel chiedevano un acconto rassicurando i cittadini che la somma restante sarebbe stata addebitata nella prima bolletta di luglio.

Anche in questo caso le truffe sul canone Rai hanno adottato lo stesso metodo già Canone Rai: i primi casi di truffesperimentato in altre circostanze, ovvero quello di sfruttare il clima di confusione e l’incertezza generale, facendo quindi leva sulla buona fede dei cittadini. Per evitare nuove segnalazioni ricordiamo a tutti i nostri lettori che non ci sono operatori Enelincaricati di riscuotere anticipi per il canone Rai e che l’unica modalità prevista è quella che avviene attraverso il pagamento della bolletta per la luce.

Polemiche e truffe canone Rai

Dunque le polemiche non sembrano cessare e le recenti truffe sul canone Rai non fanno altro che complicare la situazione, gettando i cittadini nella confusione più totale. Dopo la decisione del Governo Renzi di inserire il canone Rai nelle bollette per l’energia elettrica, frazionando l’importo in dieci rate da pagare tra gennaio e ottobre, si sono susseguite molte polemiche e discussioni sull’efficacia del provvedimento. Per il Governo si tratta di un intervento necessario, utile per contrastare i numerosi casi di evasione, mentre per i cittadini si tratta di una decisione ingiusta.

In realtà la questione è molto più ampia e complessa, perché richiama le vecchie discussioni sulla “natura” di questa controversa tassa. Molti ritengono infatti che si tratta di una tassa ingiusta, da eliminare immediatamente. A queste discussioni si sono poi aggiunti i varierrori e gli inevitabili “adeguamenti tecnici”, che hanno messo davvero a dura prova la pazienza degli italiani.

Inevitabili adeguamenti tecnici

La prima questione riguarda la dichiarazione di non detenzione, un certificato utile per evitare il pagamento del canone Rai. L’Agenzia delle Entrate, incaricata della gestione di queste pratiche, non ha rispettato le tempistiche e ha quindi posticipato i termini per la diffusione di questi documenti. Nell’attesa, gli interessati dovranno avvalersi di un semplice “modello di autocertificazione” e attendere nuove indicazioni in merito alle procedure ufficiali.

Un vuoto normativo nella Legge di Stabilità

Un altro punto critico della faccenda riguarda il “vuoto normativo” della Legge di Stabilità, che specifica le nuove procedure di pagamento del canone per “i titolari di un’utenza elettrica”, senza fornire indicazioni per chi ha un abbonamento ma non ha l’utenza intestata. Una questione per fortuna risolta grazie alle tante segnalazioni fatte dalle associazioni di categoria e alla diffusione di un comunicato congiunto Rai e Agenzia delle Entrate. Tuttavia le polemiche non sembrano destinate a placarsi e molte sono le questioni da risolvere in vista del 1°luglio, quando partiranno le prime “bollette maggiorate”.


 

Quanto si risparmia con le lampadine a LED?

Con le lampadine a LED puoi spendere fino al 50% in meno in bolletta. Ecco l’analisi di Itali LED

I consumatori più attenti all’ambiente e al portafoglio sanno bene che le lampade a LED durano più a lungo e consumano meno rispetto a quelle a risparmio energetico o alle vecchie alogene. Ma esattamente, quanto si risparmia con le lampadine a LED? A questa domanda ha cercato di rispondere Italia LED, che ha effettuato un’indagine per capire quanto si spenderebbe per illuminare per 50.000 ore (circa 5 anni e mezzo) uno stesso ambiente con una lampadina a LED, una a risparmio energetico e una alogena. Ecco i risultati. Lampadine LED per risparmiare sulla bolletta

Quanto costa una lampadina LED?

La ricerca analizza innanzitutto il costo delle singole lampadine. Se è vero che per acquistarne una sola a LED occorre sborsare almeno 22€, è anche vero che questa poi non dovrà essere sostituita per i successivi 5 anni e mezzo. Nello stesso periodo si consumeranno invece 6 lampadine a risparmio energetico (o a fluorescenza), per una spesa complessiva di circa 24€. Se invece consideriamo le alogene, in 5 anni e mezzo ne serviranno ben 42, per una spesa totale di 105€. Nonostante quindi il costo iniziale di una lampada a LED sia molto più alto rispetto alle altre due, nel lungo periodo l’investimento viene largamente ammortizzato, garantendo un notevole risparmio già solo per quanto riguarda il costo del prodotto in sé.

Quanto consuma una lampadina a LED?

Per quanto riguarda il consumo di corrente, una lampadina a LED avrà bisogno solo di 500 kW per garantire luce per 50.000 ore, il che si traduce in una spesa in bolletta di 100€. Una lampadina a risparmio energetico richiede invece 1.150 kW, per un totale di 230€. Un’alogena consumerà addirittura 5.000 kW, per un costo complessivo di 1.000€.

Quindi quanto si risparmia con l’illuminazione LED?

Tirando le somme, possiamo dire che per illuminare per 5 anni e mezzo uno stesso ambientecon le lampadine a LED si spenderanno solo 122€, con quelle a fluorescenza 254€ e con quelle alogene addirittura 1.105€. Non c’è che dire, le lampadine a LED convengono decisamente di più rispetto alle altre forme di illuminazione

Come massimizzare il risparmio in bolletta?

Per chi vuole risparmiare ancora di più sulla bolletta, oltre ad adottare l’illuminazione a LED e a limitare gli sprechi energetici, la cosa più importante da fare è sottoscrivere un’offerte di energia elettrica vantaggiosa. Tramite il nostro comparatore è possibile confrontare le offerte dei maggiori player del mercato libero dell’energia e trovare la soluzione più adatta alle proprie esigenze di consumo e risparmio.


Certificazione energetica, cos’è e come ottenerla

Obbligatoria per chi vuole vendere o acquistare una casa, la certificazione energetica è un rebus per molti.

Nonostante la crisi del settore c’è ancora chi decide di vendere o di acquistare una casa. Ecco che al momento del rogito il notaio chiede la classificazione dell’immobile secondo la classe energetica prevista dalle normative vigenti. Informazioni sulla certificazione energetica

L’Ipe (Indice di prestazione energetica) tecnicamente indica il rapporto tra consumo di energia e superficie della casa nel corso di un anno calcolato sul metro quadro. La Ce (Classe energetica) consente di comprendere l’efficienza dello stabile rispetto all’ambiente esterno. Tutto ciò consente di classificare gli edifici in relazione all’appartenenza di questi valori.

Obbligatoria in caso di compravendita, la certificazione pur utile per individuare le fonti di spreco e porvi rimedio (fonti Enea asseriscono che una famiglia può arrivare a risparmiare anche il 40% delle spese di riscaldamento e il 20% di quelle per illuminazione e consumi elettrici derivanti da elettrodomestici), diventa un rebus per le parti al momento del fatidico compromesso o addirittura del rogito finale.

Un elenco ufficiale, un albo nazionale dei certificatori non esiste e nemmeno è previsto. Alcune regioni come Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana hanno emanato un regolamento e in un certo qual modo hanno provveduto a delineare la figura del certificatore che diventa tale dopo aver frequentato e superato un corso abilitante. Ma chi è abilitato, per esempio in Romagna, non ha alcuna possibilità di certificare altrove, cioè al di fuori della sua regione.

Nel resto d’Italia tutto è affidato a buon senso dei tecnici come ingegneri, architetti e in qualche caso dei geometri o dei periti tecnici, i quali vengono interpellati per il rilascio delle certificazioni energetiche, e a norma di legge tecnicamente possono certificare anche laddove esiste una parvenza di albo regionale.

Tutto ciò ha generato e genera spesso diversità di trattamenti che non incoraggiano l’applicazione delle normative. Ecco perché pare opportuno che il Legislatore possa colmare una lacuna in prospettiva di rendere più agevole il passaggio di proprietà degli immobili.


 

Quanto costa la Certificazione Energetica in Italia?

Certificazione Energetica:la spesa media è 120 euro con picchi a Roma e Milano.

La Certificazione Energetica è la valutazione dell’efficienza energetica di un immobile: ogni edificio deve avere un attestato che certifichi il grado di efficienza energetica che si esprime in classi che vanno dalla A alla G.
Quindi per poter risparmiare dal punto di vista energetico, non è solo buona norma confrontare le tariffe di energia presenti sul mercato, ma anche informarsi sulla classe energetica del proprio edificio sia prima di acquistarne uno nuovo sia per adeguare quello che si possiede a gradi di efficienza migliori.Quanto costa la Certificazione Energetica?

Una recente ricerca di ProntoPro.it, portale che combina domanda e offerta di lavoro professionale e artigianale, ha risposto alla domanda quanto costa la Certificazione Enegetica?, calcolando la spesa che varia a seconda della città in cui viene rilasciato il certificato. I dati economici emersi vedono ai primi posti Roma e Milano e uncosto medio di 120€ per la pratica.

Certificazione Energetica: gli italiani si affidano ai professionisti

I consumatori italiani prestano più attenzione alla certificazione dell’immobile che vogliono acquistare, questo malgrado i costi della pratica stiano aumentando e siano più elevati nelle grandi città d’Italia, che sono anche quelle a maggior densità abitativa.
Per sbrigare la pratica in modo efficace, molti italiani si affidano a professionisti riconosciuti da enti regionali così da entrare in possesso dell’attestato rilasciato dall’Istituto per l’Innovazione e la Trasparenza degli Appalti e la Compatibilità Ambientale (Itaca), che determina l’efficienza energetica delle abitazioni private e degli edifici pubblici.

Il certificatore energetico è un tecnico abilitato che controlla l’efficienza energetica di un immobile: dopo aver calcolato l’indice di prestazione globale dell’immobile mediante opportune procedure, può formulare delle raccomandazioni tecniche volte a migliorare le prestazioni dell’unità immobiliare e può indicare in previsione il periodo di ritorno dell’investimento da fare per soddisfare i parametri previsti dalla legge.

Quanto costa la Certificazione Energetica? I risultati della ricerca di ProntoPro.it

L’indagine sui costi della Certificazione Energetica è stata effettuata su appartamenti di 79 metri quadrati nei venti capoluoghi di regione e ha portato ai risultati indicati nella tabella sottostante.
Roma è la città in cui i certificati energetici sono più cari (141 euro), mentre Imperia è la più conveniente: nella città ligure si spendono “solo”104 euro.
La Capitale ha un costo superiore del 16% rispetto alla media nazionale, che ricordiamo essere di 120 euro.

Città/Costo medio €

Roma 141
Milano 138 €
Trento 136 €
Perugia 130 €
Genova 127 €
Venezia 127 €
Torino 126 €
Aosta 125 €
Bologna 125 €
Firenze 125 €
L’aquila 123 €
Ancona 119 €
Bari 119 €
Cagliari 119 €
Campobasso 117 €
Trieste 117 €
Palermo 114 €
Napoli 113 €
Potenza 113 €
Catanzaro 109 €
Imperia 104

Certificazione Energetica: è obbligatoria?

Ovviamente sì. La Certificazione Energetica degli edifici, è obbligatoria per tutti gli edifici, anche per poter accedere agli sgravi fiscali per le ristrutturazioni finalizzate al risparmio energetico.

L’Attestato di Certificazione Energetica (ACE) valuta la prestazione e le caratteristiche energetiche di un edificio, e consente al cittadino un confronto di tali caratteristiche rispetto ai valori previsti dalle leggi in vigore.

Effettuare la Certificazione Energetica della propria residenza o conoscere quella dell’edificio per cui magari si sta richiedendo un mutuo è molto importante per avere una solida conoscenza della spesa energetica da affrontare, non solo per l’adeguamento dei locali, ma anche in relazione ai consumi: più l’edificio ha una classe energetica migliore, più si può risparmiare sulle bollette tramite accorgimenti specifici e scegliendo un fornitore conveniente.


 

Truffe luce e gas: ecco alcuni consigli per tutelarsi

Attenzione ai rappresentanti porta a porta che propongono offerte energetiche: potrebbe trattarsi di truffe luce e gas

Le truffe luce e gas sono ormai all’ordine del giorno. A chi non è mai successo di trovarsi alla porta un giovane rappresentante sorridente che tentava di convincerci a firmare qualche modulo informativo di un’offerta super scontata? La realtà, purtroppo, è che nella maggior parte dei casi si tratta di truffe belle e buone, per cui occorre stare sempre allerta. Come diciamo sempre ai nostri lettori il modo migliore per risparmiare in sicurezza è porre le offerte luce e gas a confronto in prima persona, aiutandosi con un comparatore o, per chi ha tanto tempo a disposizione, andando a reperire le informazioni direttamente sui siti web dei singoli operatori.

Prendersi del tempo per valutare con calma le varie soluzioni presenti sul mercato è infatti essenziale per riuscire adifendersi dalle truffe luce e gas. Sebbene ne esistano tipologie molto diverse, nella maggior parte dei casi il rappresentante cercherà di convincerci a firmare qualche documento in tutta fretta, senza nemmeno darci il tempo di leggerlo. Ed è proprio così che avviene la truffa.

Truffe luce e gas: come avviene l’inganno

Suona il campanello, andiamo ad aprire e ci troviamo davanti un giovanotto sorridente che dice di essere il rappresentante di qualche compagnia energetica. Il simpatico venditore ci propone subito di risparmiare anche il 30% sul prezzo della componente energia rispetto a quanto paghiamo con il nostro attuale fornitore. Se, giustamente, tentenniamo, il giovane ci chiede di mostrargli le ultime bollette per poterci dimostrare, dati alla mano, a quanto ammonterebbe il risparmio promesso.

A questo punto il rappresentante ci mostra un modulo e ci chiede di firmarlo. Un foglio che spesso è scritto talmente in piccolo da essere assolutamente illeggibile. Quando chiediamo spiegazioni in merito il giovanotto ci risponde che si tratta semplicemente di un foglio informativo dell’offerta di cui ci ha appena parlato, ma che non è assolutamente vincolante.

Una bugia bella e buona, perché solitamente si tratta di un vero e proprio contratto, ma ce ne accorgiamo solo quando arriva la prima bolletta del nuovo fornitore. Bolletta che, nonostante le promesse del venditore sorridente, non è mai meno cara di quella che pagavamo prima, anzi.

Quindi basta non firmare per non essere truffati? Purtroppo no, anche se certamente aiuta. Esistono infatti anche rappresentanti fasulli, ai quali basta leggere sulla bolletta che noi stessi gli abbiamo mostrato il codice cliente e i dati anagrafici per poi intestarci un nuovo contratto a nostra insaputa.

Come difendersi dalle truffe sui contratti luce e gas?

Per prima cosa, quando il giovanotto si presenta chiedi di poter vedere il suo tesserino di riconoscimento. Tutti i veri rappresentanti degli operatori energetici ne hanno uno ed è nostro diritto vederlo. Certo, un malintenzionato potrebbe anche mostrarci un tesserino falso: una buona misura precauzionale, quindi, ma non deve essere l’unica.

Se l’offerta che ci propone il rappresentante sembra davvero vantaggiosa evitiamo comunque di firmare qualsiasi documento così su due piedi. Chiediamo piuttosto che ci venga lasciato del materiale informativo o che ci venga formulata una proposta di contratto via e-mail. Se a questo punto il rappresentante dovesse dirci che non è possibile e dobbiamo firmare subito avremo già la risposta che cerchiamo: è una truffa!

In conclusione, meglio non firmare mai nulla e, in generale, diffidare della vendita di contratti energetici porta a porta. Quasi tutte le offerte più vantaggiose possono essere attivate comodamente online direttamente dal sito dell’operatore. Se temiamo di cadere vittime delle truffe luce e gas, meglio optare per questi canali di vendita più “ufficiali”.

Impianto fotovoltaico: quali sono i vantaggi e gli svantaggi? 01/07/2015

Ecco i costi e i fattori principali da considerare prima di procedere con l’acquisto di un impianto fotovoltaico

Gli impianti fotovoltaici sono considerati delle valide soluzioni per ridurre il costo delle Impianti fotovoltaici: pro e controbollette per l’energia elettrica. Il risparmio è infatti garantito dall’impiego dell’energia autoprodotta che riduce inevitabilmente le occasioni di prelievo dalla rete elettrica. Per attuare una strategia di risparmio davvero efficace è consigliabile abbinare l’installazione di un impianto fotovoltaico alla scelta di una tariffa energetica conveniente e in linea con le proprie esigenze di consumo. Data la vasta scelta di soluzioni è preferibile mettere le tariffe per l’energia elettrica delle varie compagnie a confronto, per individuare quella più conveniente e in grado di soddisfare le proprie esigenze.

L’elevato numero di compagnie energetiche e la vasta scelta di soluzioni per la fornitura possono rendere la scelta difficile e non immediata. In questi casi meglio procedere con calma, cercando di individuare le proposte del mercato, ad esempio informandosi su Enel e le sue offerte, o su Eni o ancora su Edison e tutti gli altri operatori del mercato, per raccogliere le informazioni utili per la ricerca.

Sussidi di 5.300 miliardi di dollari ai combustibili fossili 28/05/2015

Secondo Il FMI le compagnie produttrici di combustibili fossili ricevono 10 milioni di dollari al minuto di sovvenzioni

Ancora la lotta tra energie rinnovabili e combustibili fossili, il tutto ovviamente ai danni dell’ambiente. La cattiva notizia arriva dal Fondo Monetario Internazionale: le compagnie che producono combustibili fossili ricevono sussidi per 5.300 miliardi di dollari l’anno. Le tecnologie che sfruttano energia pulita faticano ad attecchire nelle case dei privati, i quali preferiscono confrontare le offerte di GDF Suez o Eon alla ricerca dell’opzione migliore, piuttosto che investire un capitale, o chiedere un prestito, per installare, ad esempio, pannelli solari.

Nonostante le opzioni di prestiti per chi vuole dotare la propria abitazione di pannelli solari o fotovoltaici siano numerose, sembra che gli italiani trovino comunque più semplice e immediatoinformarsi su Eni e le sue offerte o su Edison, piuttosto che documentarsi sugli incentivi statali per l’acquisto di tecnologie “verdi”. Complice sicuramente anche le alte spese iniziali che strutture del genere comporterebbero.

Numeri dei sussidi

Secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale le compagnie che produconocombustibili fossili ricevono l’equivalente di 10 milioni di dollari al minuto, per un totale di5.300 miliardi di dollari l’anno di sussidi. Una cifra incredibile se si pensa che, secondo l’organizzazione, nel 2015 addirittura supererà quella della spesa sanitaria di tutti i governi del mondo e rappresenterà il 6,5% del Pil mondiale.

Le sovvenzioni che creano danni all’ambiente

Il combustile che riceve i sussidi maggiori (50%) è il carbone, sia perché di forte impatto sull’ambiente, sia perché nessun Paese mette in atto accise onerose sul suo consumo. Al secondo posto c’è il petrolio, il più usato nei trasporti, seguito dal gas.

I dati non si riferiscono solo alle cifre concesse dai governi al netto delle tasse, ben 500 milioni, ma anche ai costi relativi ai danni ambientali che non vengono pagati da chi inquina per bruciare carbone, olio e gas. Secondo il FMI (Fondo Monetario Internazionale) i governi dovrebbero tassare l’energia prodotta dai combustibili fossili tenendo conto dei danni che questi provocano: l’inquinamento atmosferico è il principale responsabile dei cambiamenti climatici che causano inondazioni, siccità e tempeste.

Un mondo migliore senza sussidi ai combustibili fossili

Il fondo Monetario Internazionale ha dichiarato che la fine dei sussidi ai combustibili fossili permetterebbe di ridurre del 20% le emissioni globali di carbonio. Questo costituirebbe un grande passo avanti per il contenimento del riscaldamento globale, punto su cui attualmente i progressi continuano ad essere minimi. La fine delle sovvenzioni potrebbe anche diminuire del 50% il numero di morti premature dovute all’inquinamento atmosferico, e salvare quindi1,6 milioni di vite ogni anno.

I paesi più inquinanti

Al primo posto in quanto a inquinamento c’è la Cina che, alle compagnie che producono combustibili fossili, fornisce sovvenzioni per un valore pari a 2.300 miliardi di dollari. La seguono a ruota l’America, con 700 miliardi e la Russia con 335 miliardi. Restano 330 miliardi attribuibili all’Unione. Il Fondo Monetario Internazionale stima che l’eliminazione delle sovvenzioni farebbe aumentare le entrate dei governi di 2,9 miliardi di dollari, pari al 3,6% delPil.

Condizionatori d’aria: ecco cosa fare per limitare i consumi

17/06/2015

Semplici consigli per usare i condizionatori d’aria limitando i costi in bolletta

I condizionatori d’aria sono la soluzione migliore per resistere al caldo e alle alteContatore elettrico temperature estive. Con l’avvicinarsi dell’estate aumentano non solo le vendite ma anche le preoccupazioni degli italiani che temono di vedere lievitare di colpo icosti delle bollette. Per evitare di avere brutte sorprese conviene quindi attuare una “vera strategia di risparmio“, valutando non solo le prestazioni tecniche del condizionatori, ma anche i consumi e le modalità d’uso. In questi casi, la prima cosa da fare è scegliere una tariffa energetica in linea con le proprie esigenze e stili di vita, per farlo basta mettere le tariffe per l’energia elettrica presenti sul mercato a confronto, valutando attentamente i costi e i piani tariffari.

Molti operatori del mercato energetico propongono ai clienti anche la possibilità di usufruire di molti servizi sottoscrivendo un contratto per la fornitura energetica. Ad esempio, nel caso dei condizionatori è possibile ricevere delle consulenze personalizzate, assistenza tecnica, eventuali informazioni sulle possibili detrazioni fiscali e molto altro ancora. Per scoprire i servizi attivi basta informarsi su Eni e i suoi servizi, o su Edison, oppure su Acea e tutti gli altri operatori presenti sul mercato.

Condizionatori: ecco cosa bisogna valutare

Il costo del consumo elettrico di un condizionatore è influenzato solo in parte dalprezzo dell’energia elettrica e dal tempo di funzionamento, esistono infatti altri fattori che possono incidere sui costi indicati in bolletta. La prima indicazione sui consumi energetici dell’apparecchio è fornita dall’etichetta energetica, un documento reso obbligatorio dall’Unione europea, che classifica i consumi di tutti gli elettrodomestici su una scala compresa tra A+++ e G. Per ridurre i consumi meglio quindi scegliere condizionatori appartenenti alle classe più elevate (A-B-C), l’investimento iniziale sarà maggiore ma comunque ricompensato nel corso del tempo.

Per stimare i consumi è stata stilata una classifica dei consumi dei condizionatori nel corso di un anno, ipotizzando un funzionamento complessivo pari a 500. I dati indicati confermano che una classe energetica più bassa richiede maggiori consumi.

Classe Energetica Consumo Annuo in kWh

AA < 734 – 890 kWh

A < 891 kWh

B 891 – 950 kWh

C 950 – 1018 kWh

D 1018 – 1096 kWh

E 1096 – 1188 kWh

F 1188 – 1295 kWh

Un’altra variabile da considerare riguarda anche l’esposizione dell’abitazione e il tipo di isolamento termico adottato. In condizioni critiche, un condizionatore potrebbe impiegare anche il doppio della potenza per raggiungere la temperatura stabilita rispetto ad un’abitazione poco esposta al sole e datata di pareti ben isolate.

Anche il tipo di tecnologia può influire sulla variazione dei consumi. Un condizionatore in funzione per un tempo più prolungato consumerà più energia solo nei primi minuti necessari per raggiungere la temperatura stabilita. Diverso è il discorso per i condizionatori dotati di tecnologia inverter, capace di regolare la potenza in base alla temperatura interna garantendo un’attività basale continua e costante.

In ultimo, per garantire la durata dell’impianto e un corretto funzionamento del sistema, sarebbe opportuno seguire tutte le procedure di manutenzione indicate. Il ricambio dei filtri, ad esempio, è una procedura altamente consigliata per garantire la massima efficienza del sistema, tutelando anche la salute dei suoi abitanti.

Conciliazione: un servizio per risolvere le “controversie energetiche” 08/05/2015

Il Servizio Conciliazione Clienti Energia è stato creato dall’Aeegsi, l’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico, con l’intento di fornire a tutti gli utenti un valido supporto per risolvere rapidamente tutte le controversie nate con gli operatori energetici. Il mercato energetico sembra infatti essere particolarmente esposto a questo rischio, con utenti spesso insoddisfatti dei servizi offerti, che non esitano quindi a valutare nuove soluzioni di fornitura. In questo caso mettere le tariffe per l’energia elettrica presenti sul mercato a confronto, potrebbe essere il primo passo verso una scelta orientata al risparmio e all’efficienza dei servizi.Servizio di Conciliazione

Fare un’attenta valutazione delle proprie esigenze di consumo potrebbe essere un buon criterio per valutare e quindi scegliere il piano tariffario più adatto. In questi casiinformarsi su Acea e le sue condizioni contrattuali, o su Edison, o ancora su Illumia e gli altri operatori, potrebbe portare ad individuare nuove soluzioni, magari più vicine alle proprie esigenze.

Servizio Conciliazione: ecco come funziona

Il Servizio Conciliazione è un procedimento gratuito e volontario offerto a tutti i cittadini, ideato in conformità alla direttiva europea sulle modalità di risoluzione alternative delle controversie. L’iter di risoluzione prevede l’intervento di un conciliatore, ovvero di una figura specializzata nella gestione delle controversie con gli operatori energetici. Si può attivare il servizio solo ed esclusivamente per via telematica, accedendo all’apposita sezione del sito dell’Aeegsi, in cui sono riportate tutte le informazioni utili e le procedure da seguire.

Questo servizio può essere usato solo dopo aver presentato un reclamo in forma scritta al proprio operatore energetico. Una volta fatto questo primo passo è possibile passare alla fase successiva che riguarda la compilazione del Modulo di Richiesta di attivazione della procedura di conciliazione. Tutti i casi già conclusi che hanno già richiesto l’intervento dell’Autorità Giudiziaria, o il ricorso allo Sportello per il Consumatore di energia o l’avvio di pratiche di conciliazione paritetica, non potranno essere presi in analisi.

Un servizio valido

La validità del servizio è confermato anche dai dati raccolti a soli due anni di distanza dall’attivazione. Oltre al elevato numero di domande, circa 1002 solo nel primo anno, i dati mettono in evidenza anche l’elevato numero di casi risolti, ben l’88% delle segnalazioni. Tra i motivi segnalati dagli utenti rientrano errori di fatturazione, circa il 66% dei casi; problemi relativi al rispetto delle condizioni contrattuali, l’11%; casi relativi alle segnalazioni di danni, solo il 7%. In genere la questione segnalata è stata risolta in una media dopo soli 14 giorni.

Conciliazioni paritetiche

Tra le altre soluzioni messe a disposizioni degli utenti rientrano anche le conciliazioni paritetiche. In questo caso il cliente è rappresentato da un’Associazione dei clienti domestici o da un’Associazione dei clienti non domestici (PMI). In questo caso la conciliazione viene svolta da una commissione, formata dai due conciliatori che rappresentano le parti coinvolte, che hanno il compito di analizzare la questione e trovare una soluzione adatta. A questo punto il cliente potrà valutarla e decidere se accettarla o meno, comunicando la sua decisione nei termini previsti.

Fotovoltaico: in arrivo il modello unico per i piccoli impianti 30/04/2015

Fotovoltaico residenziale: l’Aeeg approva il decreto del MiSE sul modello unico per i pannelli da installare sui tetti

Il fotovoltaico residenziale godrà di una burocrazia più leggera e semplice. Una buona notizia per tutti quei consumatori attenti all’ambiente che hanno a disposizione un po’ di liquidità da investire. Del resto, proprio negli ultimi anni abbiamo assistito ad un timido risveglio della coscienza green collettiva: da chi al momento di porre le offerte di energia elettrica disponibili a confronto preferisce optare per una fornitura totalmente ecologica, a chi invece sceglie di investire nell’autoproduzione domestica di energia.Meno burocrazia per il fotovoltaico residenziale

Se già informarsi su Edison e le sue soluzioni, confrontandole con quelle di Eni Luce, Illumia, ecc., è utile per risparmiare in bolletta, se si ha qualche possibilità economica in più i pannelli solari domestici potrebbero garantire un risparmio a lungo termine anche maggiore.

Fotovoltaico residenziale: cosa prevede il decreto del MiSE?

Il MiSE (Ministero dello Sviluppo Economico) ha sottoposto all’Aeegsi un provvedimento persemplificare la burocrazia connessa ai piccoli impianti fotovoltaici residenziali. Nello specifico, la proposta interesserebbe gli impianti di fotovoltaico residenziale aventi queste caratteristiche:

· potenza nominale inferiore a 20 kW

· assenza di altri impianti di produzione sullo stesso punto di connessione

· realizzazione presso utenti finali già serviti da punti di prelievo attivi in bassa tensione

· potenza non superiore a quella disponibile in prelievo

· presentata richiesta di accesso al regime di scambio sul posto

· realizzazione sui tetti degli edifici secondo le norme stabilite nell’articolo 7-bis, comma 5, del decreto legislativo 28/11.

Il modello unico per il fotovoltaico residenziale si pone come obiettivo il fare in modo che gli utenti che scelgono di diventare anche produttori di energia tramite moduli solari possanointeragire unicamente con il gestore di rete.

Tale modello si compone di due parti:

· COMUNICAZIONE PRELIMINARE alla realizzazione di un impianto fotovoltaico residenziale. In questa fase occorrerà presentare anche richiesta di connessione al regime di scambio sul posto e comunicare il proprio codice IBAN per l’addebito dei costi che tale intervento comporta e per l’accredito dei futuri ricavi. È necessario anche dichiarare di possedere i requisiti necessari per accedere all’iter semplificato e conferire al gestore di rete il mandato con rappresentanza per il caricamento dei dati sul sistema GAUDÌ (censimento e gestione impianti fotovoltaici).

· COMUNICAZIONE DI FINE LAVORI tramite la dichiarazione di corretta esecuzione dell’intervento e di presa visione del regolamento di esercizio e del contratto di scambio sul posto.

Le proposte di modifica dell’Aeegsi

L’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico ha in linea di massima approvato il decreto presentato dal MiSE, proponendo però tre modifiche. Innanzitutto vorrebbe incaricare i singoli gestori di rete di stilare il vademecum informativo a favore dei soggetti richiedenti: l’Autorità si limiterebbe a fornire delle linee guida, ma non sarebbe necessaria la sua approvazione finale.

Inoltre l’Autorità chiede di spostare l’autorizzazione all’utilizzo dell’IBAN per i pagamenti relativi allo scambio sul posto alla fase finale, anziché a quella iniziale. Infine, chiede che il produttore dell’impianto indichi nella documentazione di fine lavori anche marca, modello dell’inverter, sistemi di protezione dell’interfaccia e la presenza di eventuali sistemi di accumulo.

Come scegliere il condizionatore giusto 19/04/2015

Dieci semplici regole per scegliere il condizionatore e contenere i costi energetici

Con l’aumento delle temperature e l’avvicinarsi dell’estate tornano a salire levendite dei condizionatori. Il mercato offre diverse opportunità in grado di soddisfare qualunque tipo di richiesta o budget. Oltre alla valutazione delleprestazioni tecniche è opportuno considerare anche i consumi energeticiche manifestano i loro effetti sui costi delle bollette. Per attuare un’efficace strategia di risparmio meglio quindi associare l’acquisto di un buon condizionatore alla scelta di un contratto per la fornitura energetica conveniente. In questo caso mettere le tariffe per l’energia elettrica presenti sul mercato a confronto può essere un ottimo modo per individuare la soluzione più conveniente.

Le proposte non mancano di certo ed inoltre tutte le compagnie energetiche rinnovano frequentemente le loro offerte con nuove soluzioni. In questo caso il modo migliore per procedere è raccogliere dati, ad esempio informandosi su Edison e le sue ultime offerte, o su Eni o ancora su Acea e gli altri operatori del mercato. Solo in questo modo è possibile individuare la soluzione più adatte alle proprie esigenze di fornitura.

Condizionatori: dieci regole per non sbagliare

In questi casi bisogna subito fare una differenza tra le pompe di calore e i condizionatori.Infatti, mentre i primi sono in grado sia di riscaldare che di raffreddare, i secondi sono invece degli apparecchi finalizzati esclusivamente a raffrescare gli ambienti. Gli esperti di SuperMoney consigliano di usare le pompe di calore solo per gli ambienti piccoli (in genere non superiori ai 50 metri quadrati), in modo da avere degli effetti immediati e dei costi contenuti.

Se la scelta ricade sui condizionatori meglio quindi considerare i seguenti aspetti:

  1. Le classi di efficienza energetica a freddo. Si tratta di informazioni sul consumo elettrico dell’apparecchio indicate nell’etichetta energetica, divenuta obbligatoria per legge a partire dal 2004.

  2. I marchi di sicurezza e qualità. Meglio orientare la scelta verso dispositivi dotati di una delle seguenti certificazioni: Eurovent, ISO9001, ISO14001, CE. In questo caso occorrerà mettere in conto anche un aumento del prezzo che sarà compensato in termini di efficienza e risparmio energetico.

  3. La capacità di raffreddamento. È espressa in Btu/h o in kW. Più questi valori sono alti, più l’impianto è potente e soprattutto durevole.

  4. Il consumo energetico. Ad una maggiore capacità di raffreddamento corrisponde inevitabilmente un maggiore consumo energetico. Per questo è meglio scegliere un prodotto che appartenga ad una classe di consumo energetico alta. In questo caso meglio orientarsi verso una delle seguenti classi: AA: ottimo; A: buono; B: più di medio; C: medio. Evitando la classe D: mediocre; E: basso, F: molto basso; G: pessimo.

  5. La rumorosità. I climatizzatori portatili sono tendenzialmente più rumorosi di quelli fissi.

  6. Attenzione ai fluidi refrigeranti. In questo caso la legislazione indica chiaramente quali fluidi sono vietati perché considerati pericolosi e dannosi per la salute. Meglio quindi verificare che il condizionatore scelto contenga solo i seguenti fluidi: R134, R407C e R410A.

  7. La tecnologia inverter. Quando l’ambiente raggiunge la temperatura programmata, gli apparecchi non si spengono ma continuano a funzionare riducendo al minimo la potenza ed evitando grossi cambiamenti di temperatura.

  8. Timer e termostato digitale. Una soluzione che consente di programmare l’orario di accensione e di spegnimento.

  9. Condizionatori: meglio i mobili o i fissi? Nel caso di quelli mobili o portatili il prezzo sarà maggiore, ma non sarà necessario rivolgersi a del personale qualificato per la loro installazione. Il dispendio energetico è maggiore perché devono attingere aria calda all’esterno del locale in cui sono posti.

  10. Pompe di calore o condizionatori? Le pompe di calore consumano in media meno energia elettrica rispetto ad un radiatore elettrico tradizionale.

Ed infine alcune semplici regole per l’uso e la manutenzione. Come regola generale è bene ricordare che la differenza tra la temperatura esterna è quella interna non deve mai superare i 5-7 gradi. Lavare i filtri ed evitare di tenerli accesi durante la notte sono altri semplici gesti che possono tutelare la salute evitando inoltre inutili sprechi.

Risparmio energetico nel condominio 11/04/2015

Risparmiare energia e ridurre gli sprechi è essenziale per tutelare l’ambiente ed abbattere i costi in bolletta

Cerchiamo quotidianamente di risparmiare energia e ridurre i costi in bolletta per la fornitura di luce e gas, tuttavia non sempre individuare le prassi di consumo più intelligenti nella gestione domestica risulta essere un’operazione semplice. In primo luogo per spendere meno per l’energia è opportuno mettere le tariffe luce e gas più convenienti a confronto. Così facendo è possibile individuare rapidamente i prodotti più interessanti predisposti dai maggiori fornitori ed iniziare a risparmiare energia.

Scegliere la tariffa per l’energia elettrica                                

Una delle cose più importanti di cui tener conto nella scelta dell’offerta per la fornitura di energia elettrica è che bisogna operare una riflessione sulle personali abitudini di consumo così da prediligere le tariffe che meglio rispondono alle esigenze di ciascun nucleo familiare. Informandosi su Eni e i suoi prodotti, Acea, Enel Energia ed altre compagnie sarà possibile chiarirsi rapidamente le idee.

Tra pochi giorni si terrà la festa per il risparmio energetico M’illumino di meno, cerchiamo di fare chiarezza sulle possibilità a nostra disposizione per ridurre il consumo di energia nelle nostre case e nel condominio. Innanzitutto è bene avere la consapevolezza che ciascuno ha la possibilità, autonomamente, di contribuire alla salvaguardia dell’ambiente. Quando parliamo di energia ridurre le dannose emissioni di Co2 equivale a ridurre l’ammontare della spesa. Ne consegue che adottare una gestione domestica virtuosa ci aiuterà a risparmiare energia e denaro sin da subito.

Elettrodomestici e dispositivi

Gli elettrodomestici incidono fino all’80% sul consumo energetico ed i costi in bolletta. Prima di acquistare un nuovo dispositivo accertatevi che appartenga a una classe energetica di consumo elevata, ovvero A+, A++ o A+++. Più alta è la classe energetica del dispositivo, minori saranno i consumi.

Utilizza il tablet al posto del pc: i dispositivi mobile consumano meno dei personal computer ed è preferibile metterli in uso per navigare sul web, chattare e così via.

Acquista prese e ciabatte a norma e prediligi il ricorso a lampadine a basso consumoenergetico. Così facendo è possibile risparmiare energia considerevolmente e vedere l’importo in bolletta ridursi pian piano.

Stile di vita

Fare le scale permette di risparmiare energia e, al contempo, aiuta a tenersi in forma.

Discuti con i condomini delle possibilità a disposizione per consumare meno energia, approfitta delle riunioni condominiali per trovare delle soluzioni condivise che consentano di risparmiare. Se il tuo complesso dispone di riscaldamento centralizzato potrebbe essere una buona idea evitare gli sprechi e proporre di ridurre il monte ore in cui i riscaldamenti sono attivi.

Rinuncia a console e tv, talvolta è bene prediligere le vecchie abitudini. Leggere e trascorrere del tempo in famiglia sono valide alternative e consentono di risparmiare energia rafforzando i legami affettivi.

Scegli un’abitazione piccole dimensioni: vivere in un grande appartamento comporta un dispendio energetico di gran lunga superiore.

Energia elettrica: 10 consigli per risparmiare 02/04/2015

Risparmiare energia elettrica attraverso alcuni semplici accorgimenti è possibile, ecco come

Tenere d’occhio i consumi di energia elettrica è essenziale per contenere la spesa in bolletta e minimizzare l’impatto ambientale connesso al fabbisogno energetico personale o della propria famiglia. In tal senso adottare una prassi di consumo consapevole e minimizzare gli sprechi è indispensabile, per farlo è possibile selezionare un’offerta dell’energia in linea con le personali esigenze ed abitudini di consumo. Mettendo le tariffe per l’energia a confronto ciascuno sarà in grado di effettuare una scelta consapevole e trovare una valida proposta nel giro di pochi minuti.

1.La tariffa ottimale di energia 

Lo spreco di energia elettrica ha conseguenze rilevanti sia sulle nostre tasche che sull’ambiente a causa delle dannose emissioni di CO2 rilasciate nell’aria. Eppure per tagliare i costi e migliorare la qualità dell’ambiente in cui viviamo sarebbero sufficienti alcuni semplici e pratici accorgimenti. In primo luogo occorre considerare che la tariffa per l’energia ottimale è quella maggiormente in linea con le necessità di ciascun individuo o nucleo familiare. In tal senso è bene valutare le offerte monorarie, biorarie e dual fuel: informandosi su Eni e i suoi prodotti, Enel Energia, Acea ed altre compagnie ogni consumatore sarà in grado di selezionare il pacchetto più adeguato ed iniziare a tagliare i costi.

2.La classe di consumo energetica

La maggior parte dei consumi domestici di energia è connessa agli elettrodomestici. Acquistare dispositivi dalla classe di consumo elevata A+++ vi farà spendere un po’ di più inizialmente ma vi consentirà senz’altro di ridurre i costi in bolletta.

3.Scegliere lampadine a basso consumo

Per tutelare il portafogli è opportuno sostituire le vecchie lampadine con quelle a basso consumo. Le lampadine al LED, ad esempio, consumano solo il 20% delle vecchie lampadine a incandescenza.

4.Occhio allo standby

E’ necessario spegnere gli elettrodomestici in standby quando non utilizzati o dotarsi di ciabatte con interruttore.

5.Regolate il termostato

Impostare la temperatura del termostato intorno ai 18/20 gradi durante l’inverno è sufficiente per riscaldare adeguatamente la casa. Riducendo il riscaldamento di soli due gradi è possibile risparmiare dal 10% al 20% di energia.

Al fine di minimizzare gli sprechi è bene evitare di coprire le fonti di calore con tessuti o componenti d’arredo.

6.Climatizzatori e pompe di calore

Per combattere il caldo e riscaldare l’ambiente è frequente il ricorso a climatizzatori epompe di calore. Consigliamo di evitare le temperature troppo basse o troppo elevate: ad esempio 24/26 gradi saranno sufficienti per contrastare le alte temperature durante i mesi estivi.

7.Minimizzare gli sprechi con gli elettrodomestici

Utilizzare adeguatamente elettrodomestici e dispositivi elettronici incide sulla spesa per l’energia elettrica. A tal proposito ricordiamo che è preferibile usare lavatrice e lavastovigliea pieno carico e prediligere il lavaggio a 60 gradi piuttosto che a 90 gradi, il quale consuma quasi il doppio.

In modo similare non tutti sanno che è opportuno tenere aperto il minor tempo possibile lo sportello del frigo e che un frigorifero vuoto consuma di più.

8.La luce naturale aiuta a risparmiare energia elettrica

Beanché gran parte dei consumatori lo ignori, progettare casa tenendo conto della luce naturale aiuta a risparmiare energia elettrica. Per sfruttare al meglio la luce del sole è possibile apportare modifiche strutturali o semplicemente arredare al meglio gli ambienti.

Per approfondire l’argomento scopri le ultime news su come

risparmiare energia con la luce naturale.

9.L’isolamento termico

Gran parte delle utenze domestiche sono connesse alla regolazione della temperatura dell’appartamento. Operare interventi per implementare l’isolamento termico della casa può farti risparmiare dal 15% al 25% sulle spese di riscaldamento e condizionamento degli ambienti. Per migliorare la resa termica dell’edificio è necessario intervenire su pareti,infissi, solaio e pavimenti.

10. Scegli le fonti alternative

Infine ricordiamo che investire nelle fonti rinnovabili aiuta a ridurre notevolmente le spese per la fornitura energetica. Coloro che fossero interessati ad installare un impianto fotovoltaico, ad esempio, possono informarsi su ecobonus e politiche incentivanti così da accedere alle detrazioni fiscali.

Il risparmio energetico per valutare il benessere di un paese 27/03/2015

Risparmio energetico alla base del modello economico eco-sostenibile proposto dal WWFRisparmio energetico per il benessere del pianeta

l risparmio energetico dovrebbe essere una delle priorità nella lunga lista di problemi ambientali del nostro pianeta. Il progressivo impoverimento di risorse naturali registrate in alcune regioni del pianeta e i frequenti disastri ambientaliregistrati negli ultimi anni sono le chiare conseguenze delle pessime politiche condotte negli anni precedenti. L’uso di risorse rinnovabili potrebbe essere un valido modo per dare il proprio contributo al benessere del pianeta, magari integrando i sistemi energetici delle proprie abitazioni con queste particolari tipologie di risorse. Chi fosse interessato, potrà mettere le tariffe di energia elettrica presenti sul mercato a confronto, in modo da individuare l’operatore che già adotta questo tipo di risorse.

Per rendere la propria ricerca più efficace, potrebbe essere utile monitorare anche i siti web delle varie compagnie, ad esempio informandosi su Illumia e le sue tariffe, o su Edison casa e le altre compagnie, è possibile trovare la formula a basso impatto ambientale e magari anche più conveniente.

Puntare sul risparmio energetico

Lo spreco delle preziose risorse naturali del pianeta e la necessità di migliorare l’efficienza energetica sono i due punti chiave dello studio “Dalla crisi all’opportunità: cinque passi verso economie europee sostenibili”, presentato di recente dal WWF. Partendo da un’attenta analisi dell’attuale stato di crisi del Pianeta, la ricerca avanza cinque interessanti proposte per realizzare in Europa delle economia eco-sostenibili, ovvero adatte alle nuove esigenze del pianeta.

Migliorare i sistemi energetici del pianeta significherebbe non solo risparmiare sul fronte delle risorse naturali, ma generare anche nuove ricchezza economiche, pari a circa 300 miliardi. Perfezionare i sistemi energetici significherebbe inoltre ridurre la percentuale di disastri ambientali e l’impatto dei costi generati dai vari interventi riparatori. Secondo le stime presentate dal WWF, nel corso degli ultimi 10 anni le alluvioni hanno provocato danni per oltre 150 miliardi.

Significativi sarebbero i costi provocati dall’inquinamento dell’aria, circa 537 miliardi che si sommano ai costi sostenuti dai grandi gruppi industriali per importare le materie prime, stimati attorno ai 300 miliardi. Cifre anche solo difficili da immaginare, che traggono la loro origine nell’attuazione di politiche aggressive, dove gli interessi prevalgono su qualunque altro tipo di logica.

Cinque passi da compiere per un’economia sostenibile

L’economia sostenibile proposta dal WWF, non solo sarebbe in grado di tutelare le risorse naturali ma sarebbe in grado di generare delle ricchezze maggiori rispetto a quelle prodotte dagli attuali sistemi. Per non parlare della crescita dei posti di lavoro, circa 20 milioni di posti di lavoro entro il 2020. Per costruire un’economia sostenibile, occorre focalizzarsi su cinque obiettivi:

  1. Promuovere ed incentivare l’uso di energie rinnovabili, promuovendo anche la logica del risparmio.

  2. Sviluppare un modello di “circular economy“, ovvero di un’economia circolare, basata su processi produttivi circolari, senza scarto o forme d’inquinamento.

  3. Incrementare i controlli e le sanzioni previste per tutti gli interventi dannosi per l’ambiente e i suoi equilibri.

  4. Creare una leadership globale per lo sviluppo sostenibile.

  5. Attuare una strategia che consente da qui al 2050 di vivere in armonia con i limiti biofisici del pianeta, includendo l’eco-innovazione tra gli indicatori di benessere oltre al Pil.

Lampadine a basso consumo energetico: la soluzione per risparmiare 12/03/2015

La scelta delle lampadine corrette può influire sul risparmio in bolletta del’energia elettrica  Lampadina a basso consumo energetico

Sono molti gli italiani che si cimentano su diversi fronti per ottenere una riduzione significativa dei costi per la luce, ma non sempre ottengono risultati positivi. Le famiglie attirano a sè il 13% del consumo annuo di elettricità e questo si traduce in spese notevoli a livello di bollette, imponendo un continuo confronto tra i diversi fornitori per trovare quello che propone la migliore offerta luce sul mercato.

Interrogandosi su come risparmiare sul costo di luce e gas, alcune persone, dotate della disponibilità necessaria, optano per la soluzione del fotovoltaico, ma risultati tangibili si possono ottenere impegnandosi anche su altri fronti.

Il solo gesto di spegnere le luci quando si esce da una stanza, tenendo accese solo le fonti effettivamente usate, comporta già una riduzione dei costi legata all’eliminazione degli sprechi. Allo stesso modo, progettare l’illuminazione in modo intelligente, sfruttare il più possibile la luce solare e scegliere tappezzerie o tinteggiature in grado di diffondere la luce naturale, costituiscono accorgimenti utili al risparmio energetico.

Molto utile, quando possibile, è anche l’installazione di sistemi di controllo del flusso luminoso quali sensori di presenza, dimmer per variare l’intensità luminosa, interruttori crepuscolari o temporizzati e regolatori di flusso in grado di consentire un dosaggio della luce in base alle condizioni naturali: questi consentono un risparmio di energia elettrica pari al 50%.

A fare la differenza, per quanto concerne le pratiche domestiche più basilari, è la scelta delle lampadine.

I vecchi bulbi fluorescenti, che generano luce sfruttando appunto l’incandescenza di un filo di tungsteno attraversato dalla corrente elettrica, rappresentano la soluzione meno efficiente sotto questo profilo poiché comportano un’elevata dispersione di calore.

Molto più efficienti risultano le lampade fluorescenti, o a risparmio energetico che illuminano grazie ad una scarica generata da una differenza di potenziale tra due elettrodi immersi in un gas.

Il loro costo è maggiore rispetto a quello delle comuni lampadine, ma c’è un guadagno decisivo in termini di efficienza e di durata: un modello a fluorescenza può raggiungere le 10.000 ore di funzionamento (contro le 1.000 di un bulbo a incandescenza) e garantisce un consumo energetico inferiore.

L’assessorato all’Ambiente della Provincia di Bologna ha infatti stimato che la sostituzione di bulbi al tungsteno con lampadine a risparmio energetico in un appartamento standard composto da cucina, salotto, camera da letto, bagno e disimpegno permette di ridurre il consumo annuo di elettricità di circa il 75%.

È però richiesta una particolare attenzione nel momento in cui è necessario smaltire questi prodotti: la presenza di mercurio al loro interno li rende dei rifiuti potenzialmente pericolosi per l’ambiente e per la salute, di conseguenza non vanno gettati nei cassonetti della raccolta indifferenziata, ma è necessario rivolgersi alle isole ecologiche comunali.

Un’alternativa alle lampadine a fluorescenza è il sistema LED, o Light Emitting Diode, che si basa sull’emissione di fotoni da parte di diodi alimentati da un circuito elettronico e risponde all’esigenza di un consumo energetico minore.

Se confrontato con le tradizionali lampadine alogene, il risparmio ottenuto con questo sistema può toccare l’80-90% e la durata delle lampade può superare le 50.000 ore. Inoltre, i LED sono particolarmente resistenti e si degradano lentamente, riducendo progressivamente la loro funzionalità.

L’unico difetto attribuibile a questo tipo di lampade coinvolge l’eccesso di componente bianca o azzurra che rendevano generalmente più fredda la luce dei dispositivi a LED, ma questo è stato progressivamente ridotto.

Infine, per quanto riguarda lo smaltimento, si rendono necessari alcuni accorgimenti: poiché dotati di un sistema elettronico complesso, i LED non vanno gettati nella spazzatura, ma riconsegnati al negoziante o smaltiti attraverso il sistema comunale di raccolta dei Rifiuti Elettrici ed Elettronici (RAEE).

Energia: nasce la rete nazionale delle cooperative 03/03/2015

Stop alle bollette salate per luce e gas, siglato il protocollo d’intesa tra Confcooperative e Trenta Accordo Confcooperative e Trenta

Energia elettrica e gas pesano notevolmente sulle tasche delle famiglie italiane che sono alla continua ricerca delle strategie e delle prassi di consumo per risparmiare sul fabbisogno energetico. In questi casi una delle abitudini più virtuose consiste nell’analizzare l’offerta del mercato avendo cura di prediligere le proposte maggiormente in linea con le personali esigenze. Sarà opportuno, ad esempio, informarsi su tariffe biorarie e monorarie al fine di evitare gli sprechi: per chiarirsi le idee è possibile mettere le offerte luce e gas più convenienti a confronto così da trovare in pochi minuti la soluzione ottimale.

Le varie compagnie per la fornitura di energia, infatti, hanno messo sul mercato svariati prodotti così da soddisfare le esigenze delle varie tipologie di consumatori. Informandosi su Illumia, Acea, Enel Energia e le altre maggiori compagnie chiunque sarà in grado di comprendere quale sia l’offerta più mirata per le esigenze personali o della famiglia.

L’accordo di Confcooperative

Proprio al fine di aiutare i consumatori a ridurre le spese per l’energia in bollettaConfcooperative ha lanciato un nuovo progetto in collaborazione con Trenta. L’obiettivo è creare una rete nazionale delle cooperative i cui soci saranno gli stessi utenti e fruitori finali del servizio.

Innanzitutto si punterà a ridurre i costi al consumo aumentando lo stesso potere d’acquisto dei consumatori. Maurizio Gardini presidente di Confcooperative a margine della sigla del protocollo d’intesa con la società Trenta ha riferito che si lavorerà al fine di creare “una rete nazionale di cooperative di utenza che taglino la bolletta energetica delle famiglie italiane con sconti sulla fornitura di energia elettrica e su quella del gas“.

Le Provincie aderenti

Inizialmente le provincie coinvolte ed aderenti sono quelle di Asti, Piacenza, Bologna, Modena, Ferrara, Ravenna, Firenze/Prato, Brescia, Agrigento e la Regione Umbria. In questi territori, saranno realizzate cooperative di utenza che possano usufruire, oltre che di prezzi vantaggiosi, anche di una serie di servizi complementari per soci e utenti.

Partiamo proprio in questi giorni con l’operatività della Società Emiliano-Romagnola di Utenti, la cooperativa di utenza nata dalla trasformazione della Società romagnola di mutuo soccorso, per costruire un gruppo di acquisto, partecipato dai cittadini, per alcuni servizi essenziali alle persone e alle famiglie – ha spiegato Andrea Pazzi, direttore di Confcooperative Ravenna.

La sostenibilità dei consumi

Tra le proposte prese in esame è stata scelta quella della società Trenta del Gruppo Dolomiti Energia ad offrire il miglior servizio in termini quantitativi (prezzo dell’energia), qualitativi ed ambientali. La rete nazionale di Confcooperative presenterà infatti dei vantaggi non solo sul piano economico ma anche ambientale.

Trenta con 500 mila clienti ed un ruolo di primo pianto nel mercato residenziale nazionale presenta infatti un “mix energetico” che proviene al 100% da fonti rinnovabili, in particolar modo grazie alle centrali idroelettriche del Gruppo.

Punto di forza del progetto sarà la partecipazione della cittadinanza, più crescerà il numero di utenti attivi e dunque di soci della cooperativa maggiori saranno i benefici ed i vantaggi connessi alla crescente forza contrattuale.

Risparmiare energia in cucina, la guida 26/02/2015

Risparmiare energia ai fornelli si può e consente di dimezzare consumi e costi in bolletta  Guida per risparmiare energia elettrica in cucina

Risparmiare energia è essenziale al fine di tagliare le superflue spese in bolletta e ridurre al minimo le dannose emissioni di Co2. Ridurre al minimo gli sprechi ed adottare prassi di consumo eco sostenibili è essenziale ai fini di una gestione domestica ottimale. Uno dei fattori più rilevanti per iniziare a spendere meno è mettere le tariffe di energia elettrica a confronto tra quelle disponibili sul mercato.

Nel momento in cui scegliamo il fornitore per l’energia, tuttavia, è indispensabile tener conto anche di personali esigenze ed abitudini. Le maggiori compagnie per l’energia dispongono di una vasta serie di prodotti, studiati per abbracciare le necessità delle diverse tipologie di consumatori. Informandosi su Eni e i suoi prodotti, Acea, Enel Energia e gli altri operatori è possibile chiarirsi rapidamente le idee ed effettuare una scelta consapevole.

Sebbene siamo abituati ad utilizzare lampadine a basso consumo e scollegare i dispositivi elettrici dalla presa di corrente quando non utilizzati, non tutti i consumatori sanno che è possibile risparmiare energia anche ai fornelli. Scegliere validi prodotti sotto il profilo dell’efficienza energetica può consentirci di dimezzare i consumi e, di conseguenza, l’importo in bolletta.

La guida del WWF

E’ bene scegliere accuratamente gli elettrodomestici da utilizzare in cucina per preparare e conservare il cibo e quelli per lavare piatti e stoviglie. A tal proposito il WWF ha diffuso una guida utile allo scopo di risparmiare energia con dieci validi suggerimenti che ci guideranno alla scelta e all’uso del dispositivo più intelligente.

La Top Ten del WWF contiene una serie di eco-consigli per risparmiare energia, informazioni sulle novità del mercato ed una lista dei dieci migliori elettrodomestici più efficienti energeticamente da utilizzare in cucina, non mancano tuttavia lavatrici, tv, pc, lampade, forni ed auto elettriche.

Il programma è stato realizzato grazie all’Intelligent Energy for Europe della Commissione Europea che si propone di tenere d’occhio i cambiamenti climatici attraverso un percorso che conduca ad una maggiore consapevolezza dei consumatori relativamente all’efficienza energetica.

Vediamo di seguito alcuni consigli pratici da adottare nella gestione dei consumi energetici domestici. Una delle prime cose da fare è scegliere elettrodomestici con una classe di consumo elevata (A+++). E’ consigliabile, inoltre, posizionare il frigo lontano da fonti di calore come forni e termosifoni ed evitare di lasciare l’apparecchio aperto più del necessario. In quest’ottica risulta essere una scelta intelligente anche posizionare eventuali congelatori negli ambienti più freddi della casa come ad esempio la cantina o il garage. In modo simile possiamo risparmiare energia evitando di aprire il forno quando in funzione ed utilizzando la ventilazione, modalità che permette di cuocere le pietanze a temperature inferiori.

Enel: il futuro dell’azienda alla luce degli eventi esteri 14/02/2015

Da una parte gli investimenti in Grecia, dall’altra il crollo del petrolio. Il futuro di Enel tra minacce e opportunità

Enel vive una fase delicata della propria storia finanziaria. Dal 30 giugno prossimo, l’abolizione del mercato a maggior tutela per la fornitura del gas sarà operativa e porterà a una riconfigurazione dei mercati. Il caro-bolletta, d’altronde, ha già spinto da tempo i consumatori a esplorare le risorse del libero mercato e ainformarsi su Enel e i suoi costi così come su quelli di Eni, Edison e di tutti gli altri operatori. Tra pochi mesi, la pratica diventerà ancora più frequente, con prevedibili sconvolgimenti in seno agli equilibri del settore.

Enel si prepara a nuove sfide

Alla soppressione della maggior tutela nella fornitura del gas seguirà, dal 30 giugno 2016, anche quella nel settore forniture elettriche. Siamo a una fase di svolta in ambito energetico, selezionare con cura il proprio operatore, meglio se ponendo le tariffe sull’energia a confronto, diventerà un’esigenza per le famiglie e per le aziende.

Ma non è solo il mercato interno a creare grattacapi agli azionisti Enel. Negli ultimi periodi, diversi episodi di rilevanza internazionale stanno riguardando, in maniera più o meno diretta, il fatturato e gli interessi della compagnia energetica.

La questione greca

Il leader greco di SYRIZA Alexis Tsipras ha vinto le elezioni, diventando Primo Ministro ellenico. Tra le molteplici implicazioni preventivabili dopo il trionfo del socialista, ce ne sono anche diverse di natura imprenditoriale che interessano numerose imprese italiane che hanno investito massivamente sul territorio greco.

Tra di esse, c’è anche Enel. La grande opera della TAP, il gasdotto che, tramite le coste del Salento, porterà i rifornimenti dall’Azerbaigian all’Italia, ha un importante snodo in Grecia. Lì Enel ha investito molto, soprattutto nel comparto del rinnovabile, attraverso la sottosezione di Enel Green Power. Sarà importantissimo per gli affari di Enel conoscere gli esiti futuri che riguarderanno la penisola ellenica e il suo rapporto con l’Europa.

Il calo del petrolio

Sul fronte extra-europeo, invece, Enel raccoglie qualche sorriso. Per bocca dello stessoamministratore delegato del gruppo Francesco Starace, infatti, giungono rassicurazioni per gli investitori. “Il ribasso – ha spiegato – dovrebbe avere un impatto positivo, anche se non direttamente, perché un calo del prezzo del greggio significa una spinta alla ripresa dell’economia, che a sua volta dovrebbe far risalire i consumi di elettricità”.

I consumi di energia elettrica si attestano su valori di circa il 10% inferiori rispetto a quanto fatto registrare sei anni fa, ovvero prima dell’avvento della crisi. Ciononostante, secondo il dirigente Enel, si preannuncia una nuova fase di crescita “grazie alla ripresa dell’economia e dell’immigrazione”.

Come risparmiare l’energia nel condominio 02/02/2015

Cerchiamo quotidianamente di risparmiare energia e ridurre i costi in bolletta per la fornitura di luce e gas, tuttavia non sempre individuare le prassi di consumo più intelligenti nella gestione domestica risulta essere un’operazione semplice. In primo luogo per spendere meno per l’energia è opportuno mettere le tariffe luce e gas più convenienti a confronto. Così facendo è possibile individuare rapidamente i prodotti più interessanti predisposti dai maggiori fornitori ed iniziare a risparmiare energia.

Scegliere la tariffa per l’energia elettrica   La guida per risparmiare energia in condominio

Una delle cose più importanti di cui tener conto nella scelta dell’offerta per la fornitura dienergia elettrica è che bisogna operare una riflessione sulle personali abitudini di consumo così da prediligere le tariffe che meglio rispondono alle esigenze di ciascun nucleo familiare. Informandosi su Eni e i suoi prodotti, Acea, Enel Energia ed altre compagnie sarà possibile chiarirsi rapidamente le idee.

Tra pochi giorni si terrà la festa per il risparmio energetico M’illumino di meno, cerchiamo di fare chiarezza sulle possibilità a nostra disposizione per ridurre il consumo di energia nelle nostre case e nel condominio. Innanzitutto è bene avere la consapevolezza che ciascuno ha la possibilità, autonomamente, di contribuire alla salvaguardia dell’ambiente. Quando parliamo di energia ridurre le dannose emissioni di Co2 equivale a ridurre l’ammontare della spesa. Ne consegue che adottare una gestione domestica virtuosa ci aiuterà a risparmiare energia e denaro sin da subito.

Elettrodomestici e dispositivi

Gli elettrodomestici incidono fino all’80% sul consumo energetico ed i costi in bolletta. Prima di acquistare un nuovo dispositivo accertatevi che appartenga a una classe energetica di consumo elevata, ovvero A+, A++ o A+++. Più alta è la classe energetica del dispositivo, minori saranno i consumi.

Utilizza il tablet al posto del pc: i dispositivi mobile consumano meno dei personal computer ed è preferibile metterli in uso per navigare sul web, chattare e così via.

Acquista prese e ciabatte a norma e prediligi il ricorso a lampadine a basso consumoenergetico. Così facendo è possibile risparmiare energia considerevolmente e vedere l’importo in bolletta ridursi pian piano.

Stile di vita

Fare le scale permette di risparmiare energia e, al contempo, aiuta a tenersi in forma.

Discuti con i condomini delle possibilità a disposizione per consumare meno energia, approfitta delle riunioni condominiali per trovare delle soluzioni condivise che consentano di risparmiare. Se il tuo complesso dispone di riscaldamento centralizzato potrebbe essere una buona idea evitare gli sprechi e proporre di ridurre il monte ore in cui i riscaldamenti sono attivi.

Rinuncia a console e tv, talvolta è bene prediligere le vecchie abitudini. Leggere e trascorrere del tempo in famiglia sono valide alternative e consentono di risparmiare energia rafforzando i legami affettivi.

Scegli un’abitazione piccole dimensioni: vivere in un grande appartamento comporta un dispendio energetico di gran lunga superiore.

L’Unione Nazionale Consumatori lancia l’app “Casa di domani” 24/01/2015  

Arriva l'app di Unione Nazionale Consumatori

Da sempre l’Unione Nazionale Consumatori è al fianco dei cittadini e fornisce loro strumenti volti al risparmio e tutele contro i comportamenti commerciali scorretti. Ad oggi l’Unione Nazionale Consumatori, in collaborazione con Leroy Merlin, vuole fornire consigli pratici nella realizzazione di un ambiente domestico energeticamente efficiente e a basso consumo. Gran parte dei consumatori è già a conoscenza dei vantaggi e della necessità di ridurre il consumo di energia ed è abituata a mettere le tariffe per l’energia elettrica a confronto così da risparmiare sull’ammontare della bolletta.

Oltre a informarsi su Eni e i suoi prodotti, Enel Energia, Acea ed altre compagnie per la fornitura elettrica, i consumatori potranno migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione per mezzo dei consigli dell’Unione Nazionale Consumatori disponibili sulla nuova appCasa di domani“, lanciata in collaborazione con la catena di distribuzione Leroy Merlin.

Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori afferma che l’applicazione “Casa di domani” nasce dall’esigenza di fornire ai cittadini gli strumenti per realizzare “una casa che faccia risparmiare, che sia più efficiente, che produca l’energia necessaria e che ottimizzi i consumi con materiali isolanti”.

L’app realizzata dall’UNC in collaborazione con Leroy Merlin, è attualmente disponibile persmartphone e tablet e scaricabile gratuitamente in App Store e Play Store. Nell’applicazione mobile è possibile trovare tutti quei prodotti che possono trasformare l’abitazione in un ambiente a basso consumo per mezzo di lampadine a basso assorbimento, caricatori solari, rubinetti bicomando, sistemi di irrigazione automatizzati. Ad ogni prodotto è stata dedicata una piccola scheda informativa per capire le relative caratteristiche e perché aiutano a risparmiare.

In linea con le strategie commerciali di Leroy Merlen, non mancano gli strumenti per il “fai da te” così che l’app “Casa di domani” diviene uno strumento pratico attraverso tre tool di calcolo per prendere le misure, quantificare il numero di piastrelle o listelli di parquet che servono per il pavimento e persino sapere quanta vernice acquistare per imbiancare le pareti.

Educare e sensibilizzare i consumatori alla tutela dell’ambiente e alla sostenibilità è uno degli obiettivi comuni a Unione Nazionale Consumatori e Leroy Merlin. “Per poter scegliere in modo consapevole quali prodotti acquistare e come utilizzarli – afferma Massimiliano Dona – l’app è inoltre ricca di preziosi consigli per sapere a cosa fare attenzione prima e dopo aver scelto una casa: nel primo caso è fondamentale, ad esempio, conoscere la classe energetica e per questo sono indicate le caratteristiche che deve avere un’abitazione per avere una certificazione di basso consumo. Nel secondo, anche con l’aiuto di alcuni video, viene spiegato come evitare gli sprechi di acqua, riscaldamento, energia per gli elettrodomestici”.

Guadagnare con il Fotovoltaico a casa: 15/01/2015

Chi mette a casa un piccolo impianto fotovoltaico fa del bene alla comunità perchè riduce le emissioni di CO2 di circa 1.300 kg all’anno. Ma c’è dell’altro…

Con il sole che abbiamo in Italia, un impianto domestico produce un guadagno netto cumulato tra i 21 e i 32mila €, ripagandosi da solo in circa 4 anni.

Rende di più ma occupa meno spazio   Pannelli fotovoltaici per il 2014: ecco i migliori

Un impianto adesso costa l’80% in meno di quanto costava nel 2005. In più, i pannelli di ultima generazione offrono un rendimento di qualità per almeno 35 anni.

Le 3 novità che aumentano il guadagno

Quest’anno molti hanno approfittato dei nuovi inverter integrati con accumuli, che permettono di conservare l’energia prodotta e non consumata sul momento, per poterla utilizzare ad esempio di sera.

Altri invece hanno iniziato a sfruttare gli ottimizzatori, dispositivi intelligenti che aumentano la resa dell’impianto del 20-25%.

E tanti hanno abbinato il fotovoltaico alle pompe di calore, per produrre gratuitamente acqua calda, riscaldamento e climatizzazione estiva.

La detrazione al 50% è ancora valida

Il problema dello smaltimento dei pannelli non sussiste perchè i produttori sono iscritti ad appositi consorzi per offrirti lo smaltimento gratuito.

L’aumento del valore catastale dell’immobile non riguarda i tradizionali impianti domestici da 3kW.

Costi dell’energia elettrica: 03/01/2015

In arrivo i fondi della Comunità europea per dare il via al programma mirato al taglio dei costi dell’energia elettrica

Buone notizie in arrivo anche per i cittadini liguri sul fronte dei consumi e dei costi Costi dell’energia elettrica: a Savona arriva ELENAdell’energia elettrica. Solo ieri è stato presentato il progetto ELENA European Local Energy Assistance della Banca Europea degli Investimenti BEI. Si tratta di un importante provvedimento che porterà nei prossimi mesi molti comuni della provincia ad adeguarsi ai parametri europei in materia di costi per l’energia elettrica, produzione di energia da fonti rinnovabili e miglioramento dei sistemi produttivi. Un intervento mirato a tagliare i costi dell’energia elettrica sempre più esposti ai continui rincari del mercato. Infatti il costo dell’energia esercita un notevole peso nei bilanci degli italiani, spesso portati a confrontare le tariffe dell’energia elettrica proposte dal mercato, per trovare quella giusta che consenta di risparmiare.

In una prospettiva a lungo termine e a seguito delle innovazioni introdotte, molti gestori saranno quindi costretti a rivedere le politiche tariffarie interne e di riflesso molti utenti dovranno rivalutare le condizioni contrattuali ed informarsi su Eni e le sue offerte, su Edison e tutte le proposte degli altri operatori del settore, per verificare se i provvedimenti introdotti hanno generato cambiamenti nelle tariffe per la fornitura di energia elettrica. Nel corso degli ultimi anni il problema del risparmio energetico ha sempre più attirato l’attenzione dell’opinione pubblica diventando oggetto di studi, ricerche e progetti finalizzati a ridurne i costi. Il progetto ELENA è infatti l’ultimo di una lunga lista di iniziative, che hanno già spinto Milano, Modena, Chieti e Padova ad attivarsi con strumenti concreti per diminuire il consumo energetico, ridurre le emissioni inquinanti e ottenere così dopo pochi anni dei significativi risparmi sul costo dell’energia elettrica.

Nel caso della città di Savona, l’Ente Provinciale, principale promotore del progetto, ha avuto nei mesi scorsi il compito di svolgere tutte le indagini ed i preparativi necessari all’avvio del progetto e oggi ha il compito di gestire, d’intesa con i Comuni e gli altri partners, l’intero programma di investimento, il monitoraggio dei risultati e la diffusione delle procedure e delle metodologie sviluppate. Per questi compiti la Commissione Europea ha assegnato alla Provincia di Savona un cofinanziamento di 1,3 milioni di euro. A garanzia del corretto svolgimento delle operazioni sarà istituito uno staff composto da esperti interni ed esterni all’Ente che si occuperà di determinare le procedure operative, i metodi di monitoraggio, le modalità di verifica delle diagnosi energetiche sostenendo i Comuni in questa unica e strategica opportunità.

Risparmio energetico: ecco una guida su come usare il forno elettrico senza sprechi 26/12/2014

Con la situazione economica attuale, molte famiglie tendono al risparmio. Non solo si informano sempre più e attraverso il web, si dedicano a confrontare le offerte di Enel, Eni, Illumia, Acea, ma sono anche più attente a non sprecare energia inutilmente.

Risparmiare sul costo dell’energia vuole dire anche evitare gli sprechi. Questa attenzione per lo spreco, però, non deve comunque sacrificare l’amore per la cucina. Si possono infatti conciliare molto bene entrambe le cose. Chi è amante dei fornelli non si deve quindi preoccupare poiché abbiamo stilato una guida per risparmiare mentre si usa il forno elettrico, migliore amico di chi ama cucinare sia la cucina tradizionale che quella più trendy.

È meglio acquistare i modelli di forno elettrico di classe A di ultima generazione (meglio se ventilati) in quanto riescono a ridurre l’energia utilizzata di oltre la metà rispetto ai modelli di qualche anno fa.

Tutti i forni casalinghi moderni hanno almeno quattro modalità di cottura: Il primo è il forno statico. Questo tipo di cottura è adatto ad arrostire le carni e per quei cibi che non hanno bisogno di cuocere in modo uniforme. Può essere quasi sempre sostituito dalla modalità”forno ventilato”, che permette un maggiorerisparmio.

Il secondo invece è forno ventilato: il calore è più uniforme ed è consigliato per la cottura perfetta d dolci, soprattutto lievitati. Per risparmiare con questa modalità è sufficiente diminuire di dieci gradi rispetto alla temperatura consigliata per un forno statico.

La terza modalità di cottura è quella a grill. Il calore viene trasmesso esclusivamente per irraggiamento, dunque il grill viene usato spesso a forno aperto. Non occorre infatti scegliere una temperatura di cottura, ma solo il tempo e in alcuni forni anche la potenza del grill. Questa modalità è usata soprattutto per gratinare i cibi.

Infine vi è la cottura con grill ventilato; questo tipo di cottura trasmette il calore sprigionato dal grill in tutto il forno, portando l’aria ad una determinata temperatura. È indicata per preparare arrosti di carne perfetti.

Altri consigli per risparmiare sono: preferire i modelli con processi di ventilazione, effettuare il preriscaldamento solo quando necessario, evitare di aprire il forno in continuazione in modo che l’aria calda non fuoriesca, spegnere il forno elettrico alcuni minuti prima della fine della cottura, usare il grill solo in caso di reale necessità, tenere il forno pulito così da aumentarne l’efficienza, non collegare questo elettrodomestico ad una multipla con altri apparecchi perché potrebbe provocare corto circuito,

Consumi energetici e sprechi: attenti allo stand-by! 10/12/2014 consumi energetici: attenzione agli elettrodomestici in stand-by

La crisi disbosca le risorse delle famiglie e prosciuga i risparmi; tagliare i costi è una necessità che riguarda in maniera più o meno trasversale l’intera popolazione. In fatto di gestione delle spese di casa, le bollette rappresentano una voce primaria e sono diventate uno spauracchio temutissimo dai consumatori italiani. Per imitare i costi dei consumi energetici è possibile affidarsi a portali web dove porre le offerte Enel a confronto con quelle di Eni o Edison o di tutti i principali operatori del settore, in modo da individuare le soluzioni più vantaggiose.

Le tariffe sull’energia a confronto, in effetti, mostrano spesso disuguaglianze sostanziali che possono fare la differenza negli equilibri di un nucleo famigliare medio. Un’altra soluzione consiste nel contenere gli sprechi attraverso condotte sane che permettano una più corretta gestione dei consumi energetici. Intanto anche l’Unione Europea ha preso di petto la situazione, imponendo provvedimenti capaci di ridurre al minimo gli sprechi, coadiuvando i risparmiatori nel proprio processo di personale spending review.Una delle indicazioni riguarda gli elettrodomestici più comuni presenti in quasi tutte le case: la direttiva impone che gli strumenti per la casa messi in commercio non debbano superare i 3 watt di potenza prodotta quando non sono in funzione.

La realtà, però, è un’altra. Circa un terzo degli elettrodomestici commercializzati in tutta Europa, infatti, non rispetta i limiti imposti e arriva ad assorbire una quantità di energia ben superiore a quella consentita per i dispositivi in stand-by. A prima impressione si potrebbe pensare che si tratti di dettagli scarsamente rilevanti, ma le cose non stanno propriamente così. Il malfunzionamento dello stand-by, infatti, genera una mole d sprechi che va oltre le aspettative e costa, in un solo anno,fino a 400 euro in più per ogni famiglia.

Tra le tecnologie più ‘sprecone’, la prima posizione è occupata dalle consolle dei videogiochi, che disperdono fino al 95% dell’energia; seguono le stampanti e fotocopiatrici con percentuali di spreco non troppo dissimili. In valore assoluto, però, qualsiasi elettrodomestico lasciato instand-by genera una mole di consumi inutili altissima, che arriva ad assorbire l’11% dell’elettricità prodotta in tutta Europa.

E dire che la soluzione per evitare di dissipare risorse sarebbe semplicissima, basta disconnettere i dispositivi quando non sono in funzione. Si tratta di un piccolo fastidio quotidiano che produce un notevole guadagno su base annua.

08 dicembre 2014 Impianto elettrico a norma

Anche laddove il nostro impianto elettrico sia realizzato secondo tutte le leggi e le Bolletta energia, lo strano caso italianonorme attualmente in vigore, questo non cancella l’eventualità di un corto circuito, che è la causa maggiore di malfunzionamento di un impianto di un impianto elettrico. Le norme in questione, per la realizzazione di impianti elettrici per abitazioni ed impianti civili, sono le CEI 64/8 V3 che stabiliscono i criteri e le condizioni che ogni impianto elettrico deve rispettare per ritenersi a norma.

La nuova variante V3 della Norma CEI 64-8

I livelli di prestazione dell’impianto elettrico

documento.

La nuova classificazione descrive ciò che gli utenti potranno scegliere nel momento in cui, rivolgendosi a un installatore di impianti elettrici, decidano di installare un nuovo impianto oppure di rinnovarlo. Si tratta di una variante alla norma CEI 64-8Allegato A – Ambienti residenziali: prestazioni dell’impianto. L’allegato A è un’aggiunta “Normativa” alla Norma e quindi sarà necessario applicarlo per rilasciare la Dichiarazione di Conformità secondo la Norma Impianti 64-8
D’ora in avanti, l’utente finale potrà chiedere all’installatore che la realizzazione dell’impianto elettrico sia di livello 1, 2 o 3.

Ma cosa indicano i tre livelli?
Il livello 1 individua la configurazione minima che dovrà  avere un impianto perché possa essere considerato a norma. I livelli superiori 2 e 3 aumentano le prestazioni dell’impianto e quindi la sua fruibilità che si adegua alle necessità degli utenti e alla morfologia dell’habitat.

L’impianto minimo (livello 1) prevede:
– un numero minimo di punti-prese e punti-luce in funzione della metratura o della tipologia di ogni locale dell’appartamento;
– un numero minimo di circuiti in funzione della metratura dell’appartamento;
– almeno 2 interruttori differenziali al fine di garantire una sufficiente continuità di servizio

Il livello 2, rispetto al livello 1, prevede un aumento della dotazione e dei componenti, oltre che alcuni servizi ausiliari  quali il videocitofono, l’anti-intrusione e il controllo carichi.

Il livello 3, oltre a un ulteriore aumento delle dotazioni, introduce la domotica che vaanche a beneficio del risparmio energetico all’interno dell’abitazione. L’impianto, per essere considerato domotico, deve gestire almeno, a esempio, quattro delle seguenti funzioni: anti-intrusione, controllo carichi, gestione comando luci, gestione temperatura, gestione scenari, controllo remoto, sistema diffusione sonora, rilevazione incendio, sistema antiallagamento e/o rilevazione gas.

L’introduzione di questa classificazione è il frutto di una crescente sensibilità nei confronti di una cultura della sicurezza delle persone che deve contribuire a contrastare e ridurre il numero di incidenti  domestici (sono oltre 45.000 all’anno), anche mortali, dovuti a problemi all’impianto elettrico, con danni sociali quantificati in milioni di euro.
Sono infatti 12 milioni (2/3 del totale di quelle costruite prima del 1990) le abitazioni con impianti elettrici non a norma che, oltre a essere pericolosi per le persone, lo sono anche per i vari dispositivi collegati all’impianto elettrico che potrebbero mal funzionare o essere danneggiati da un impianto non a norma.
L’allegato normativo rappresenta un’evoluzione culturale che modifica il concetto d’impianto elettrico, ampliando la portata degli obiettivi classici della protezione e dell’affidabilità.

News – 19 novembre 2014

Illuminazione condominialeBolletta elettrica, arriva la rivoluzione
Illuminazione condomini Firenze:Quando non ci sono riserve di proprietà o altri casi particolari, l’impianto di condominio Firenze illuminazione delle parti comuni è per sua natura da considerare bene comune, e questo implica che le spese di conservazione e manutenzione devono essere sostenute dai condomini, a seconda della situazione presente.

Ad esempio, se l’impianto risulti essere non più conforme alle norme attualmente in vigore, e c’è bisogno di un intervento di messa a norma, la spesa relativa sarà da ritenersi a tutti gli effetti una spesa di conservazione, e quindi necessaria per mantenere attiva ed efficiente una parte comune mantenendone lo stato e il valore, e sarà ripartita tra tutti i condomini sulla base dei millesimi di proprietà.

Se invece, ci dovessero essere impianti differenziati per l’illuminazione dell’edificio e dei box auto, ed un condomino lo è solamente in quanto proprietario del garage, allora in questo caso egli non dovrà partecipare alla spesa per i lavori di messa in norma.

Quando il condominio decide di rinnovare l’impianto di illuminazione rendendolo più moderno grazie all’utilizzo di luminarie a led, questo inciderà in maniera favorevole sulle spese energetiche del condominio, anche se questo lavoro non potrà essere considerato un’operazione innovativa della cosa comune, e in più la scelta dovrà essere deliberata dall’assemblea con maggioranze semplici.

News – 15 ottobre 2014

Isolamento di giunzioni elettriche e cassette di derivazione scatolaimages (54)

Alcuni punti di un impianto elettrico sono molto sensibili rispetto altre parti di questo, ed in questa categoria di zone più delicate ritroviamo le diverse aree in cui sono state poste le giunzioni di fili e cavi, in agglomerati come le muffole o in cassette di derivazioni, e anche in quei punti in cui si è voluto modificare il proprio impianto in maniera non consona.

Queste zone risultano maggiormente pericolose per gli utenti quando non vengono realizzate correttamente, in quanto non solo possono compromettere il funzionamento dell’impianto facendo si che si verifichino interruzioni del servizio, ma anche in quanto questi punti sono molto suscettibili agli agenti atmosferici e alla polvere, e spesso queste zone sono poste in luoghi soggetti ad entrambe le cose.

Proprio per i motivi legati alla sicurezza degli utenti, è bene ricordare che sia le giunzioni che le cassette devono avere un livello di isolamento dettato dalle norme in vigore così come tutti gli altri componenti dell’impianto, a seconda della loro funzione svolta, e la protezione deve essere in caso assicurata sia per i contatti contro i corpi solidi, sia per la penetrazione dei liquidi.

Quando ci si ritrova con elementi simili, magari posti all’esterno dell’abitazione, è possibile ricorrere a speciali prodotti come delle resine che una volta indurite assicurano una protezione sicura, resine che però negli ultimi tempi viene sempre più sostituita da prodotti in gel, in cui annegare giunzioni e cavi, per ripristinare un alto grado di isolamento in minor tempo.

Entrambi i prodotti conferiscono in questo modo delle utili caratteristiche ignifughe ed eutoestinguenti all’area interessata, assicurando in questo modo non solo il giusto isolamento, ma una barriera protettiva in più contro danni più ingenti.

News – 28 ottobre 2014

Trasformare il vecchio allarme con la tecnologia wirelessantifurto firenze
Allarme casa con tecnologia wireless Quando c’è il bisogno di assicurare un livello di sicurezza in più che il vecchio impianto d’allarme non garantisce, non è necessario sostituire tutto l’impianto, ma possono esserci soluzioni meno drastiche, anche solo per renderlo più aggiornato ed efficiente con le tecnologie più recenti.

Aggiornare un vecchio impianto d’allarme è un’operazione molto utile, anche solo per dover evitare le ore di mano d’opera richiesta e le relative opere murarie per dover effettuare la traccia dei cavi necessari non solo per l’alimentazione degli apparecchi, ma anche per le trasmissioni dei dati, con il conseguente aumento dei costi.

Non dover ricorrere ad interventi invasivi per poter predisporre dei mezzi d’allarme necessari per proteggere la propria abitazione, e utilizzare un sistema d’allarme che non supporta la tecnologia wireless, oggigiorno è possibile.

È disponibile infatti una vasta gamma di ricevitori via radio che permettono il controllo degli stati di segnalazione dei dispositivi collegati alla centralina, e per tutte le sue parti, senza doversi preoccupare dai limiti e dai vincoli dettati dalla posa dei cavi, che non sarà più necessaria.

Questi ricevitori, in più, permettono di aggiungere al proprio impianto ogni tipo di accessorio si reputi necessario installare per rendere più sicura la propria abitazione, perchè questi dispositivi possono interagire con ogni tipologia di centralina in circolazione, permettendoci di aggiungere e integrare ogni apparecchiatura per rendere il proprio impianto più performante ed efficiente.

News – 22 ottobre 2014

Fotovoltaico in condominioFotovoltaico, sfruttare l'infrarosso

Per quanto riguarda la legge, il codice civile asserisce, all’articolo 1122-bis, che: è consentita fotovoltaicol’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinati al servizio di singole unità del condominio sul lastrico solare, su ogni altra idonea superficie comune e sulle parti di proprietà individuale dell’interessato.

Questa norma introdotta nella riforma del condominio non è la sola che chiarisce e disciplina l’uso ai fini individuali delle parti comuni, come ad esempio anche l’articolo 1102, che cita: ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purchè non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a propre spese le modificazioni necessarie per il migliore godimento della cosa.

Le procedure previste dagli articoli che si occupano dalla materia, si dividono in due possibili varianti: la prima è quella senza l’intervento dell’assemblea, rispetto la quale l’articolo 1122-bis si limita a dire quanto già riportato, e infine, è possibile seguire un’altra procedura, ovvero quella con deliberazione assembleare, facoltativa in quanto da attivare se è necessario modificare le parti comuni (articolo 1122-bis, terzo comma).

Questo intervento dell’assemblea non è di carattere autorizzatorio, ma si rivela necessario per quanto concerne la gestione d’uso dei beni comuni, in quanto si specifica nelle norme che qualora si rendano necessarie modificazioni delle parti comuni, l’interessato deve darne comunicazione all’amministratore indicando il contenuto specifico e le modalità d’esecuzione degli interventi.

Infine, se sarà necessario modificare una parte del tetto per meglio eseguire i lavori, e si avrà quindi l’obbligo di comunicare all’amministratore di convocare l’assemblea, tutte le decisioni in materia dovranno essere deliberate con il voto favorevole della maggioranza dei partecipanti all’assemblea e dei 2/3 del valore millesimale dell’edificio.

News – 8 ottobre 2014

Ricavare un punto luce punto luceGreen energia, rinnovabili per un mondo pulito

I punti luce distribuiti per casa devono assicurare la giusta illuminazione ai diversi ambienti secondo le specifiche tecniche dettate dalla normativa cei 64-8, che specifica i criteri di distribuzione delle prese, e anche dei punti luce della propria abitazione.

Tenere conto della destinazione dei diversi ambienti permette una migliore distribuzione delle fonti di illuminazione, e quindi di preoccuparsi se collocare ulteriori fonti di luce nei punti giusti, se necessario.

Quando diventa necessario realizzare un nuovo punto luce fisso, si dove tenere conto di come l’intervento possa influire sul funzionamento dell’impianto elettrico, e su come questo debba essere opportunamente modificato affinchè garantisca la giusta sicurezza; in più si dovrà diramare una linea dedicata per la sua collocazione.

La complessità del lavoro dipende in gran parte da come la distribuzione degli spazi influisce sui lavori di posa per il nuovo punto luce sottotraccia, per raggiungere il resto dell’impianto in maniera semplice e poco invasiva, indipendentemente dal fatto che si voglia ricavare una sorgente luminosa a fascio bidirezionale, una lampada a incasso, o una plafoniera.

Intervenire sui punti luce esistenti invece, oltre a permettere lavori di ripristino, permette anche delle migliorie apportabili, come ad esempio l’aggiunta di deviatori collegati fra loro che permettano di comandare la stessa luce da più postazioni.

News – 29 settembre 2014

Un’alternativa alle centraline domotiche /domotica

Nelle abitazioni più moderne, e in quelle ristrutturate secondo i canoni dell’efficienza energetica, la domotica è l’elemento di miglior pregio a cui si può puntare, cenralino domoticopermettendoci di collegare un gran numero di utenze e accessori come videocitofonia, telecomunicazioni, impianto luce e i dispositivi per la sicurezza dell’abitazione in sistemi controllabili attraverso tablet o cellulari anche da remoto.

Secondo gli schemi tradizionali la realizzazione di un impianto domotico prevede però una serie di ostacoli creati dalla necessità di collegare la centralina touch con tutto il resto dell’abitazione tramite cavi bus e attuatori che vengano collegati ai diversi sistemi.

Oggi però è possibile utilizzare al posto delle diverse centraline sparse per casa un singolo server, sviluppato per essere compatibile e integrabile con qualsiasi dispositivo presente sul mercato nell’ambito della domotica e dell’informatica, e in più potrà essere programmato per svolgere il lavoro di due o più centraline dedicate.

In questo modo sarà possibile far passare semplicemente i cavi attraverso le tracce già esistenti e individuare un luogo per posizionare il server, evitando gran parte degli interventi murari e convertendo le attuali pulsantiere alle necessità domotiche, e dove non sarà possibile far passare il cavo, tramite l’utilizzo dei comandi wi-fi.

In questo modo le vere centraline di comando diventeranno i propri smartphone e Tablet, e anche il proprio pc portatile attraverso il quale poter avere un controllo completo sulla gestione dell’abitazione per aumentare il comfort abitativo in maniera sorprendente.

News – 24 settembre 2014

Protezione dei quadri elettrici civili

Il quadro elettrico è il punto di controllo principale del nostro impianto elettrico di casa, dove sono collocati i diversi dispositivi di protezione e monitoraggio, accertarsi quindi del suo perfetto funzionamento, intervenendo con semplici interventi di ripristino e manutenzione, è necessario per aumentare la sicurezza della propria abitazione.

Per proteggere l’impianto elettrico non basta più un solo interruttore magnetotermico-differenziale, poichè in caso di guasto sarebbe difficile individuare con facilità e precisione il punto in cui questo si verifica; preoccuparsi di installare più dispositivi permette una facile individuazione dei carichi eccessivi o dei corto circuito.

Tutto ciò è necessario in quanto, in caso di possibili guasti, sarà facilmente individuabile il punto da cui si verifica il problema alzando solo uno alla volta uno degli interruttori del quadro, per capire se il problema derivi da un elettrodomestico, da un punto luce o da un altro apparecchio collegato alla rete elettrica.

Generalmente, per un medio appartamento è possibile risolvere la questione installando tre diversi interruttori: l’interruttore generale e due interruttori magnetotermici, il primo per le classiche operazioni di salvavita con pulsante di test annesso per le verifiche di manutenzione, uno dei due magnetotermici collegato ai circuiti che alimentano le prese, e l’altro ai punti luce.

Ogni caratteristica necessaria affinchè un quadro elettrico abbia la giusta protezione è presente nell’aggiornamento della normativa CEI 64-8, alla sua terza variante, che consiglia su quali specifiche di sicurezza deve attestarsi un impianto per garantire sicurezza e quali caratteristiche deve avere per essere funzionale al tipo di appartamento nel quale viene posto.

News – 16 settembre 2014

Pannelli solari termici e termodinamici

Sappiamo già bene come l’energia ricavata dai pannelli solari termici sia utile per la Negli Stati Uniti il solare come fonte energetica unica è possibileproduzione di acqua calda in casa, aiutandoci a ridurre la spesa energetica della propria abitazione, aiutando inoltre l’ambiente inquinando di meno per l’esigenze di acqua calda sanitaria.

Uno dei suoi limiti maggiori però, era l’indispensabile esposizione diretta ai raggi solari, che rendeva questa tecnologia realmente efficace in determinati periodi dell’anno, a seconda della latitudine di riferimento, con un limite dell’efficienza energetica nel resto dell’anno.

Ora però questo problema è stato risolto grazie ad un progresso tecnologico mosso in direzione della termodinamica, che ha reso possibile lo sfruttamento di altre forme di energie rinnovabili oltre l’irraggiamento solare diretto, e, basandosi ugualmente sull’utilizzo di pannelli, questi lavorano grazie ad un fluido frigogeno dello stesso tipo usato nei climatizzatori.

Questi pannelli termodinamici sono in grado di assorbire il calore della radiazione solare o dell’aria dell’ambiente, permettendo al fluido frigogeno di passare dallo stato liquido a quello gassoso, in modo tale da poter essere ceduto allo scambiatore tramite un compressore a temperature più elevate per utilizzare l’alta temperatura del gas per l’impianto di riscaldamento, per l’acqua sanitaria o ogni nostra necessità.

Data la loro natura, a differenza dei pannelli solari termici, quelli termodinamici non soffrono il problema del congelamento del fluido termovettore in inverno, e ancora non raggiungono mai lo stato di surriscaldamento eccessivo in estate, questo perchè sono in grado di sfruttare oltre l’irraggiamento solare anche la pioggia, il vento e anche la semplice temperatura esterna fino ad una decina di gradi sotto lo zero.

Data la maggiore complessità di funzionamento del sistema termodinamico, il costo di questi pannelli risulta ancora superiore ai semplici pannelli termici, ed essendo inoltre un impianto che usa fluidi frigogeni, la sua installazione deve avvenire tramite un tecnico abilitato secondo il regolamento comunitario europeo 303/08, per assicurare un corretto funzionamento di tutte le sue parti.

News – 10 settembre 2014

Controllo dei consumi domesticiDal 2015 bollette per luce e gas più chiare e semplici su smartphone e tablet

La presenza della tecnologia nella vita di tutti i giorni va sempre più aumentando, in casa soprattutto, dove apparecchi elettrici e elettrodomestici sono sempre più spesso regolati da programmi informatici in grado di gestire in maniera completamente autonoma i consumi.

Infatti, se prima la regolazione avveniva sempre grazie all’interazione fisica fra l’utente e la macchina, oggi è possibile, grazie ai progressi della tecnologia, attivare, disattivare e regolare diverse funzioni, anche le più disparate, come ad esempio regolare orario di apertura e chiusura di una specifica tapparella.

Tutto questo è attuabile grazie all’avvento della domotica, che ricerca la semplificazione delle attività quotidiane grazie al ricorso della tecnologia, principalmente attraverso la comunicazione wireless, che permette un accesso costante alle apparecchiature da parte dell’utente grazie a cellulari, tablet o computer, permettendo di interagire a distanza e controllando tutto ciò che avviene all’interno della propria abitazione, ovunque ci si trovi.

Ma ora, grazie ad ulteriori evoluzioni di questi sistemi, è possibile monitorare i consumi degli impianti, per poter intervenire ed eventualmente limitarli, consentendo in questo modo un notevole risparmio sulla bolletta energetica.

Grazie a queste innovazioni è possibile gestire ad esempio la climatizzazione, gestendo la temperatura dei vari ambienti della casa tramite una centralina di gestione, che permette anche di evitare black out in caso di sovraccarico, agendo automaticamente quando viene rilevato il problema.

News – 4 settembre 2014

Elettricità in casa e disabili

La casa è il luogo per antonomasia dove poterci sentire protetti e al sicuro, ma soprattutto è il luogo dove il comfort abitativo deve essere espresso in base ai propri gusti, e soprattutto in base alle proprie esigenze, senza la presenza di barriere che possano ridurre la funzionalità e le attività casalinghe di uno dei suoi abitanti.

Soprattutto quando a casa sono presenti persone con ridotta capacità motoria o diversamente abili, un’appartamento funzionale deve sapere integrare quelle che sono le attuali norme in vigore per quel che riguarda le caratteristiche del proprio impianto elettrico, con una maggiore sensibilità verso le necessità e al comfort abitativo dei suoi occupanti.

La possibilità di installare in casa scivoli e pedane elevatrici contribuisce sicuramente a migliorare l’autonomia di questi soggetti, ma non solo, altri piccoli accorgimenti possono aiutare di molto ad incrementare la loro autonomia, rendendo la casa un ambiente più a misura di tutti.

Per questi interventi di edilizia, le normative CEI 64-50 ci vengono in aiuto stabilendo che interruttori, comandi e prese dovranno essere posizionati in maniera tale da non rappresentare un impedimento a persone con difficoltà motorie, e che questi dovranno essere posizionati in modo tale da essere utilizzabili anche in condizioni di scarsa visibilità.

Gli interventi però non finiscono qui, perchè anche diversi dispositivi, come gli apparecchi citofonici, devono essere montati in postazioni che permettano il loro utilizzo anche a persone con scarsa mobilità, così come i quadri generali dell’impianto elettrico o le valvole d’arresto e i regolatori degli impianti di riscaldamento.

News – 25 agosto 2014

Una parabola installata correttamente

Per installare un’antenna parabolica affinché funzioni correttamente, è necessario padroneggiare una serie di conoscenze tecnologiche che permettano il corretto orientamento e la giusta inclinazione che questa deve avere per ricevere al meglio il segnale dei diversi canali.

Queste due caratteristiche della parabola sono scelte in base alle coordinate geografiche della propria abitazione, ma in linea generale il puntamento in Italia è indirizzato verso sud con orientamento di circa 40 gradi, che cambia in funzione della latitudine di riferimento e anche in base al satellite che si intende puntare.

Le conoscenze tecniche necessarie continuano poi con le altre operazioni che servono ad esempio ad assicurare la parabola al suo alloggio, alla posa dei cavi da collegare al decoder, e ancora l’ancoraggio del palo nella posizione migliore, operazioni queste che non richiedono però attrezzature specifiche o particolari.

Una volta accertato il corretto posizionamento della parabola e del suo cavo coassiale, si deve necessariamente provvedere affinchè questo venga protetto da possibili schiacciamenti e danneggiamenti di altro genere, compresa l’esposizione alle intemperie e agli agenti atmosferici.

Una volta completato il processo di installazione, si potrà verificare sulla propria televisione la qualità e la quantità di segnale in ricezione, per assicurare che la parabola non abbia bisogno di essere orientata con maggiore precisione.

News – 2 agosto 2014

Sistemi di riarmo automatico del proprio impianto elettrico

La normativa in vigore per stabilire le caratteristiche di sicurezza e di prestazioni del proprio impianto elettrico, ovvero la norma CEI 64-8, ormai alla sua terza variante, classifica anche tutte le tipologie di circuiti presenti in casa, per ognuno dei quali sono previste alcune protezioni specifiche.

Per proteggere le linee elettriche del proprio impianto da elettrodomestici malfunzionanti e interruzioni della corrente, sono previste delle precauzioni tramite l’uso di dispositivi automatici comunemente noti come salvavita, che intervengono quando sussiste il pericolo che una persona possa subire danni, a volte anche gravi, a seguito di una scossa elettrica.

Le regole sulle protezioni stabilite dalla variante v3 stabiliscono quali soluzioni è possibile adottare per superare disagi e disservizi nelle abitazioni, qualora l’impianto presentasse problemi di scatto dell’interruttore con conseguente distacco della corrente.
Tra le diverse opzioni fra cui è possibile scegliere, esistono dei modelli di differenziali salvavita dotati di una particolare tecnologia, chiamata “sistema di riarmo automatico”, in grado di ripristinare l’alimentazione elettrica senza l’intervento manuale di una persona presente in casa.

Questo fa si che il dispositivo assuma una notevole utilità in quei casi nei quali non è sempre possibile effettuare un riarmo manuale dell’interruttore, a causa dell’assenza di persone in casa, magari durante le vacanze estive o invernali, creando possibili disagi e problemi a quelle apparecchiature ed elettrodomestici che necessitano di alimentazione continua, come ad esempio frigoriferi e congelatori.

Inoltre, questi dispositivi a riarmo automatico, permettono di limitare i disagi in molte situazioni, come ad esempio quando porte e cancelli automatizzati rimangono senza corrente o quando falsi allarmi o malfunzionamenti di impianti antifurto creano disturbi e disagi.

Infine, grazie alla possibilità di rilevare la presenza di guasti per possibili corto circuiti o cattivi isolamenti, i differenziali a riarmo forniscono nuovamente alimentazione elettrica solo quando non rileva più in atto la causa che ha prodotto l’intervento del dispositivo di protezione.

News – 26 luglio 2014

Scegliere l’antifurto giusto per la propria abitazione

Per sapere bene quale tipologia di antifurto è la più adatta alle proprie necessità, bisogna come prima cosa prendere in analisi i diversi modelli presenti oggi sul mercato, per valutare quale di questi può assicurare la giusta sicurezza, soprattutto in questo periodo di ferie, dove si tende a lasciare la casa incustodita anche solo per pochi giorni.

Non tutti gli impianti antifurto sono uguali, e capire quale fra i diversi modelli disponibili fa al caso nostro richiede attenzione, e soprattutto necessita la consapevolezza di quali siano i punti chiave da proteggere della propria abitazione.

Queste procedure iniziali ovviamente impiegheranno del tempo, rispetto magari alla volontà di installare velocemente il proprio impianto in tempo per la bella stagione, ma l’impianto così scelto ripagherà certamente in termini di prestazioni e di garanzia di sicurezza più di una frettolosa installazione per una soluzione poco efficace.

Le informazioni necessarie per una scelta oculata del proprio impianto sono ad esempio le dimensioni dell’abitazione o del luogo da proteggere, il numero di stanze che compongono l’ambiente, l’eventuale presenza di animali e gli orari o i periodi di assenza dei proprietari in cui l’ambiente risulta disabitato.

Apprendere le diverse nozioni sulle diverse tipologie impiantistiche, così come per le diverse componenti di cui sono composti, permette di avere la migliore panoramica su dispositivi come i sensori e le centraline, per scegliere l’apparecchio che meglio si integra nell’ambiente da proteggere per caratteristiche e funzionalità.

Inoltre, affidandosi ad un esperto, potremo conoscere al meglio tutte le caratteristiche dei modelli senza fili, con comunicazione gsm e deggli altri accessori disponibili, ma soprattutto ci permetterà di venire a conoscenza di tutte le leggi e le normative in materia, in campo nazionale e comunitario.

News – 23 luglio 2014

Scegliere fra energia solare termica o fotovoltaica

La tecnologia che ci permette di convertire l’energia liberata dal Sole in energia elettrica ha dimostrato negli ultimi tempi un continuo progresso, rendendola sempre più efficiente e cercando di diminuirne i costi.

L’energia solare può essere sfruttata tramite due diverse tipologie di impianti, l’impianto solare termico e l’impanto fotovoltaico, ognuno dei quali compie in maniera differente lo stesso compito, ovvero convertire l’energia del sole in modo tale da utilizzarla.

Il funzionamento dell’impianto solare termico è dato dal suo insieme di collettori, che ci permettono di utilizzare l’energia solare convertendola in energia termica, adatta per la produzione di acqua calda per gli usi domestici coprendo una larga parte del fabbisogno familiare, acqua che può poi essere accumulata in appositi serbatoi per usi futuri.

Questo genere di impianti ci permette di avere un notevole risparmio energetico e in più una lunga affidabilità nel tempo di circa 20-30 anni.

L’energia solare fotovoltaica, invece, funziona convertendo direttamente l’energia solare in energia elettrica, tramite speciali celle dette appunto fotovoltaiche, che, per effetto del calore del sole, generano una tensione continua che fornisce energia.

L’utilizzo di un simile impianto si basa su due categorie differenti, il primo è l’impianto a isola, che immagazzina l’energia prodotta in speciali batterie che danno poi energia alla casa, e poi l’impianto in rete, dove un inverter commuta la corrente continua in corrente alternata per alimentare la casa.

Distinguere le differenze d’uso e le differenti caratteristiche che compongono i diversi impianti può permettere a chi si avvicina per la prima volta all’argomento di poter capire qual è la soluzione adatta alla propria necessità energetica.

News – 12 luglio 2014

Verifica del funzionamento del contatore elettrico

Quando si hanno dei dubbi a proposito del corretto funzionamento del proprio contatore dell’energia elettrica, in seguito magari all’aumento ingiustificato delle somme in bolletta, ci si può appellare al diritto di richiedere una richiesta di verifica sul suo effettivo funzionamento.

Una volta che la domanda è pervenuta al soggetto venditore, questo sarà tenuto ad informarci a proposito di eventuali costi da sostenere, aspettando poi una nostra risposta per la volontà di procedere; ora che le intenzioni sono state accertate il venditore del servizio avrà l’obbligo di trasmettere la richiesta di verifica al soggetto distributore dell’energia entro 2 giorni.

Questo passaggio è necessario in quanto il distributore dell’energia elettrica è anche il soggetto competente per quel che riguarda le verifiche dei contatori, e gli accertamenti sono svolti secondo quanto previsto dalle normative vigenti in merito.

In termini di tempo, la verifica dovrà essere effettuata entro 15 giorni lavorativi dal ricevimento della richiesta da parte del venditore, e qualora per propria responsabilità la verifica venisse svolta con tempi superiori, allora al cliente spetterà un indennizzo il cui ammontare dipenderà dall’ammontare del ritardo totale.

Qualora il contatore risultasse difettoso e causa di un errato calcolo dell’energia utilizzata, il distributore avrà il compito di sostituire gratuitamente l’apparecchio e di ricostruire gli effettivi consumi, calcolati male precedentemente dal contatore.

News – 8 luglio 2014

Installazione del citofono

Quando si ha intenzione di installare un nuovo citofono per sostituirne uno ormai obsoleto, oppure per via delle funzioni che gli apparecchi più recenti hanno in dotazione, come vivavoce e video, bisogna sempre ricordare che, per quanto possa sembrare un’operazione semplice e veloce, è assolutamente necessario rispettare le norme d’installazione elettrica ed affidarsi sempre a tecnici esperti e qualificati.

Le diverse tipologie di modello, per quanto riguarda le modalità d’installazione, si differenziano per come vengono alimentate elettricamente, e bisogna distinguere quindi diverse modalità d’installazione a seconda di come il modello scelto dovrà essere collegato alla corrente.

Un esempio può essere quando il trasformatore del citofono richiede una installazione a parte, rendendo così necessaria un’installazione elettrica specifica per il dispositivo di alimentazione, anzichè essere integrato nella cornetta del citofono come in altri modelli.

Altri modelli più recenti risolvono ogni dubbio sulla necessità o meno di lavori sulla muratura grazie a una comoda soluzione, cioè dotando citofoni e videocitofoni di un classico cavo di alimentazione con la spina da collegare alla normale presa da muro.

Questi modelli permettono di installare ovunque un videocitofono, senza il bisogno di cablare alcunchè, ovunque sia necessario.

News – 27 giugno 2014

Soluzione contro il black-out

Con l’evolversi della tecnologia che va a prendere sempre più spazio nella nostra vita di tutti i giorni, ci rendiamo conto di quanto siamo continuamente legati all’uso dell’energia elettrica, necessaria per alimentare macchinari o dispositivi che hanno una necessità continua di corrente per funzionare.

Quando si verifica un black-out possono esserci disagi e, a seconda dell’apparecchiatura, possono esserci pure danni gravi, come nel caso delle apparecchiature mediche come i respiratori automatici, che necessitano continuamente di elettricità per poter funzionare correttamente.

Per ovviare al problema dei black-out, sono stati progettati dei dispositivi detti soccorritori automatici d’emergenza, in grado di supportare gli apparecchi elettrici durante le interruzioni di servizio per farne continuare il corretto funzionamento.

Grazie a questo apparecchio è possibile evitare tutti i disagi e i fastidi dati dall’interruzione della fornitura elettrica, permettendoci di non perdere i dati non salvati sul computer di lavoro ad esempio, e garantendo quindi il funzionamento di tutti gli apparecchi elettrici ai quali è collegato.

Questo soccorritore d’emergenza non ha bisogno di linee elettriche aggiuntive, perchè è completamente integrabile in impianti elettrici preesistenti, e i diversi modelli disponibili in commercio hanno diverse durate di autonomia, che varia da un minimo di 1 ore fino a oltre 4 ore di supporto elettrico, grazie a speciali batterie che accumulano energia dalla normale rete elettrica, ricaricandosi autonomamente fino al momento di bisogno.

Riuscire a garantire una buona continuità del servizio permette di prevenire gran parte dei danni e dei disagi causati dal black-out, inoltre grazie anche agli strumenti diagnostici di cui sono dotati questi soccorritori automatici d’emergenza, ci permettono di monitorare lo stato degli apparecchi collegati e la gestione dei carichi, permettendo di distribuire l’energia li dove è più necessaria.

News – 24 giugno 2014

Normative sugli impianti d’allarme

La serie di norme per l’installazione dei sistemi di sicurezza, per gli impianti anti incendio e dei sistemi di sorveglianza, ovvero la CEI 79-2 (sui prodotti) e la CEI 79-3 (sugli impianti), oltre a dare una definizione di base per l’impianto di allarme, intrusione e rapina, grazie anche ai nuovi aggiornamenti, introduce un metodo per la determinazione del livello di prestazione di un impianto.

La normativa parte infatti dalla progettazione di un sistema di allarme, che ha alla sua base la definizione di quali aree bisogna proteggere e con quale grado di sicurezza, per scegliere poi i componenti più idonei a seconda delle funzionalità richieste, in base all’analisi del rischio previsto.

Il motivo degli aggiornamenti alle norme è quello di permettere un efficace e veloce metodo per progettare e realizzare impianti di allarme e la loro manutenzione, riducendo gli allarmi indesiderati, e inoltre, permettere l’allineamento delle regole del nostro paese con le norme europee EN 50131 in materia di impianti di sicurezza e i suoi componenti.

Le nuove norme, introducendo il concetto di “grado di sicurezza”, classificano i sistemi di allarme in quattro categorie, ognuna in relazione alla tipologia di effrazione o di intrusione a cui ci si aspetta che il sistema debba resistere, permettendo quindi di modificare il vecchio concetto di “livello di sicurezza” che si riferiva solo agli aspetti prestazionali dei singoli prodotti, mentre ora si riferisce esclusivamente all’impianto nel suo insieme, sempre in relazione al grado di sicurezza.

Grazie a questa possibilità di personalizzare il sistema d’allarme a seconda delle proprie richieste e necessità, questa norma va incontro sia ai proprietari di appartamenti in città, sia a quelle persone le cui proprietà si trovano lontane da altre abitazioni, e quindi maggiormente a rischio, permettendo di scegliere i dispositivi più adatti per garantire una maggiore sicurezza per la propria abitazione e per i propri cari.

News – 18 giugno 2014

Nuove regolamentazioni per gli impianti fotovoltaici

Aggiornamenti da parte dell’autorità per l’energia elettrica che recentemente ha modificato alcune norme sugli impianti fotovoltaici per usufruire degli incentivi economici e per restare collegati alla rete di distribuzione.

Queste nuove norme di aggiornamentoriguardano il cambiamento delle frequenze di lavoro degli inverter, un dispositivo che è collegato tra i pannelli fotovoltaici e l’impianto, per poter convertire l’energia continua prodotta dai pannelli in energia elettrica alternata utilizzabile.

I segnali emessi dall’inverter dovranno essere aggiornati per non compromettere il corretto funzionamento e la sicurezza della rete stessa, e la mancata modifica di questi elementi comporta il distacco dalla rete e il blocco degli incentivi per l’energia.

A dover aggiornare le frequenze degli inverter sono quegli impianti con potenze superiori ai 6Kw allacciati alla rete in Bassa Tensione, e anche quelli allacciati alla rete in Media Tensione con potenze comprese fra i 20 e i 50 Kw, con un calendario da rispettare deliberato dall’autorità per l’energia elettrica, secondo cui gli impianti attivati dal 31 marzo 2012 e allacciati alla rete in Bassa Tensione dovranno aggiornarsi entro il 30 giugno 2014, mentre quelli con potenze superiori (ovvero quelle fra i 20 e i 50 KW) connessi alla rete di Media Tensione avranno come scadenza per l’aggiornamento il 30 giugno 2015.

Queste specifiche sulle potenze permettono di lasciare invariati tutti i regolamenti in vigore per tutti quegli impianti privati che molto raramente hanno potenze superiori ai 6Kw, da utilizzare in ambiti ristretti e familiari.

L’operazione di aggiornamento delle frequenze dell’inverter è un lavoro semplice che necessita di un computer collegato all’apparecchio per modificarne le caratteristiche tramite i programmi rilasciati dalle case produttrici dell’impianto.

A modifiche effettuate, la notizia dovrà essere comunicata all’ente di distribuzione dell’energia, sottoscritta dal tecnico abilitato allo svolgimento dei lavori effettuati.

News – 5 giugno 2014

L’importanza di un impianto a norma

Si stima che in Italia oggigiorno la gran parte degli impianti elettrici presenti componenti deteriorati con rischio di fulminazione, o che non rispettino la legislazione sulla sicurezza elettrica.

Si è per questo cercato di avviare un grande lavoro in tutto il paese per l’ammodernamento degli impianti, questo grazie alla presenza di benefici fiscali per gli interventi di recupero e per la manutenzione straordinaria degli edifici esistenti, dei quali si può approfittare per rendere la propria casa un posto più sicuro per se e per i propri cari.

Accertarsi che il proprio impianto elettrico segua le indicazioni regolamentate dalla norma 64/8 è una scelta importante, e decidere di aggiornare in caso i suoi criteri di protezione e di gestione dell’energia elettrica può portare vantaggi non solo per la tutela delle persone, ma anche un risparmio energetico e quindi economico.

Che ci sia bisogno di realizzare un impianto livello base, standard o domotico, l’importante è rinnovare un vecchio impianto i cui componenti, dopo anni di uso, possono incrementare il rischio di corto circuiti, o ancora peggio di provocare incendi.

Verificare che il proprio impianto sia completamente a norma permette anche di proteggerti contro contatti involontari con parti in tensione elettrica, che se isolate correttamente non hanno modo di nuocere, così come una giusta distribuzione di punti presa e punti luce, per un uso corretto dell’impianto senza il rischio di creare sovraccarichi pericolosi.

Scegliere di avere un impianto a norma ti permetterà di avere un risparmio energetico ed economico vantaggioso, un maggiore comfort abitativo e una maggiore sicurezza, tutto a beneficio proprio e della propria abitazione

News – 4 giugno 2014

Soluzioni per installare un sistema domotico

Gli ultimi ritrovati della tecnologia, progettati per aumentare il comfort abitativo di un’abitazione, per la gestione dei sistemi di sicurezza e per il risparmio energetico, vanno tutti identificati sotto il nome di sistema domotico, che ci permette una gestione completamente personalizzata e ottimizzata degli impianti tecnologici installati nell’abitazione.

Tutto questo è possibile scegliendo di installare un impianto domotico nella propria casa, in grado di programmare secondo i nostri desideri impianti di allarme, di climatizzazione, dei sistemi oscuranti e di tutto ciò che è possibile collegare ad un sistema elettronico, ma non esiste solo una tiplogia di impianto domotico, che può essere infatti diviso in due grandi tipologie, la Home Automation e la Building Automation.

La differenza sostanziale di queste due soluzioni d’automazione è che la Home Automation è un sistema progettato per la gestione di apparecchiature come l’impianto elettrico, i sistemi di protezione e per le automazioni in generale in un ambiente limitato come per una singola abitazione; per l’installazione in abitazioni particolarmente grandi, o quando si tratta di intervenire con lavori per interi edifici, di parla invece di Building Automation.

Quindi, a partire dall’estensione dell’impianto e dal numero di apparecchi e dispositivi che devono essere gestiti, la differenza fra Home e Building Automation risiede nel numero di punti da gestire attraverso le varie centraline, e anche il numero di utenti che usufruiranno dell’impianto domotico ultimato.

Entrambe le soluzioni mantengono intatte tutte le caratteristiche base dei dispositivi e degli impianti a cui vanno ad integrarsi, facilitando le funzioni di utilizzo dei sistemi anche da parte di persone anziane o con ridotta capacità fisica, e mantenendo sempre la possibilità di espandere gli impianti in base alle esigenze dei clienti e delle diverse necessità.

La modalità di comunicazione Wireless rappresenta forse la più avanzata soluzione di comunicazione dei sistemi domotici, ma esistono anche altre possibili soluzioni, come ad esempio l’uso di cavi a doppino o grazie alla rete elettrica, che a loro volta si suddividono in sistemi a due fili e a quattro fili: nei sistemi a due le informazioni e l’alimentazione corrono negli stessi conduttori, mentre nei sistemi a quattro fili i diversi segnali viaggiano su fili diversi.

In linea generale, il cablaggio a due fili risulta il più economico e vantaggioso in termine di spazi rispetto al sistema a quattro, ma i segnali di alimentazione e informazione, risultando di potenze differenti, fanno si che il sistema a 4 fili sia sempre più lo standard adottato, grazie anche alla sempre maggiore complessità degli impianti, anche se ormai un sistema domotico non può non offrire la possibilità di controllo e di verifica dell’impianto attraverso il web, utilizzando PC, smartphone o tablet.

Ultima differenza sulle diverse soluzioni domotiche, è quella di dotarsi di un impianto con sistema distribuito o centralizzato, ovvero scegliere fra un sistema dove tutti i conduttori passano convogliati in un quadro elettrico collegati a una centralina che controlli il tutto (sistema centralizzato), oppure decidere per un sistema a più moduli a cui è affidato la gestione di un’area specifica (sistema distribuito), e questo sistema è in genere più facile da espandere aggiungendo moduli man mano che la necessità aumenta, lasciando che i diversi moduli lavorino in maniera indipendente l’uno dall’altro o che vengano “sorvegliati” da un modulo di controllo che ne gestisce operatività e funzioni.

News – 24 maggio 2014

Impianto elettrico domotico

Come puntualizzato negli scorsi articoli, la classificazione adottata dalla norma CEI 64-8 ha differenziato gli impianti elettrici domestici in 3 categorie, differenziandoli per prestazioni e configurazioni.

Il livello massimo che un impianto conforme a queste norme può raggiungere, è quello di 3° livello, ovvero l’impianto domotico, che oltre alle dotazioni dell’impianto minimo standard e del livello 2, introduce il concetto di risparmio energetico attraverso l’uso di dispositivi domotici installati nel’abitazione e l’incremento del comfort abitativo attraverso questi apparecchi.

Per essere definito a tutti gli effetti domotico, l’impianto deve essere collegato ad almeno quattro dispositivi che abbiano funzione di anti-intrusione, di gestione dei comandi luce, o la gestione della temperatura, di rilevazione incendio o anti-allagamento, e questi sono solo alcuni esempi delle potenzialità di una casa all’avanguardia e tecnologicamente evoluta.

Questa normativa rappresenta un passo in avanti verso un modello culturale che non modifica solo il concetto di impianto elettrico, ma aumenta anche le caratteristiche chiave come la sicurezza dell’impianto e l’affidabilità di questo nel tempo.

Il concetto di una casa intelligente, che possa essere sempre connessa con gli abitanti anche quando non sono presenti, è dettato dalla possibilità di poter comunicare attraverso la tecnologia wireless per controllare lo stato degli impianti, degli scenari, e di tutti gli apparecchi di sicurezza presenti in casa, anche dall’altro capo del mondo, in tempo reale e grazie a programmi semplici ed intuitivi.

Poter controllare da remoto non solo la gestione dei carichi elettrici, ma anche tutti questi dispositivi di sicurezza, permette di porre una particolare attenzione a strumenti domotici in grado di bloccare sul nascere fuoriuscite di gas o perdite d’acqua, grazie a speciali elettrovalvole che possono intervenire sul nascere del problema, aumentando significativamente la sicurezza della propria abitazione non solo da fattori esterni, ma anche da cause interne.

Rendere domotico il proprio impianto elettrico, significa aumentare notevolmente il comfort abitativo della propria casa, e anche porre un freno a consumi spropositati e inguistificati, grazie all’intervento di una tecnologia amica, capace di rendere casa nostra un posto ancora più accogliente e su misura alle proprie necessità.

News – 14 maggio 2014

Rispettare la dotazione standard di base per un impianto elettrico

Quando si decide di fare un’attenta revisione all’impianto elettrico, per motivi di manutenzione o ristrutturazione, lo si fa principlamente per la sicurezza della casa e anche per renderlo più consono alle esigenze familiari. Per chi si appresta a un simile lavoro, è utile che tutte le informazioni necessarie siano state raccolte per il rispetto della sicurezza domestica e per lo svolgimento dell’opera rispettando tutte le norme previste.

Da quando è stata approvata la variante v3 alla norma CEI 64/8, che stabilisce l’insieme delle regole degli impianti elettrici domestici, le leggi in materia hanno avuto importanti modifiche, soprattutto nel definire un criterio di standard qualitativo di base che ogni impianto elettrico che verrà realizzato dovrà rispettare.

Questo nuovo insieme di normative non stabilisce soltanto quali sono i criteri di sicurezza da rispettare e le variabili tecniche da valutare a seconda dell’utilizzo, ma indica anche come disporre nell’abitazione gli elementi come le prese e i punti luce, questo perchè spesso questo genere di elementi venivano disposti seguendo criteri a vantaggio solo di installatori e costruttori.

La norma prevede più livelli qualitativi dell’impianto, il livello 1, il livello 2 e il livello 3, referenti ognuno ad abitazioni con dimensioni e funzionalità diverse, e per le quali sono previste dunque caratteristiche differenti fra di loro.

Occupandoci degli impianti standard, il cui utilizzo è ristretto alla maggior parte delle abitazioni più comuni, ovvero quelle con superficie abitabile compresa fra i 75 e gli 85 mq, per questi appartamenti l’impianto deve innanzitutto essere predisposto a supportare potenze elettriche comprese fra i 3 e i 6Kw massimi.

Altri dispositivi indispensabili per rientrare nelle norme che stabiliscono l’affidabilità e l’efficienza di un impianto elettrico standard, sono ad esempio l’interruttore generale con funzione di interruttore di emergenza, o la presenza di quadri elettrici con modularità aumentata rispetto a quella progettata dell’impianto; inoltre, fra gli altri strumenti di sicurezza, è importante ricordare come l’impianto dovrà essere fornito di almeno due interruttori differenziali, o salvavita, che possano garantire la continuità di servizio su almeno una delle due linee.

Queste prescrizioni rappresentano le basi minime di qualità che vanno previste nella realizzazione di un impianto elettrico di livello 1; in aggiunta possono essere aggiunte apparecchiature in previsione di disagi e problemi a cui l’impianto dovrà essere sottoposto, come dispositivi per la protezione dei circuiti, o la presenza di lampade di emergenza.

News – 11 maggio 2014

Localizzare un guasto all’impianto elettrico

Generalmente, per trovare il punto esatto da dove è partito un guasto sulla linea elettrica, l’intervento più semplice è quello di disabilitare tutti di dispositivi di sicurezza assieme all’interruttore generale, per poi riattivare ogni protezione singolarmente assieme alla corrente. In questo modo si potrà velocemente individuare la linea su cui è presente il guasto, questo perchè provocherà una volta riattivata l’intervento di protezione dei dispositivi di sicurezza.

Il vostro impianto elettrico deve essere infatti realizzato secondo degli standard di riferimento, non solo per quanto riguarda la presenza di queste protezioni differenziali, di tipo AC per i carichi elettrici ordinari e di tipo A per i carichi con elevato contenuto elettronico, ma devono essere installate anche le protezioni contro i corto circuiti e gli eccessivi assorbimenti d’energia, chiamati generalmente dispositivi automatici magnetotermici.

Una volta localizzata la linea che presenta il guasto, si devono scollegare tutte le apparecchiature per andare a riattivarle poi singolarmente, fino a quando non ci si imbatterà nell’elettrodomestico o apparecchio che attiva la protezione di sicurezza.

Se il problema dello scatto del contatore si manifesta anche quando nessuna apparecchiatura è collegata ad esso, il problema potrebbe essere in un punto della linea come una presa guasta o una cassetta di derivazione difettosa.

Dovendo agire manualmente su fili e cavi da ricollegare singolarmente, la presenza di un tecnico esperto è fortemente raccomandata per evitare rischi e danni anche gravi a cose o persone, affidarsi ad un elettricista competente potrà anche illustrarci sulla situazione tecnica del nostro impianto, se ad esempio è stato realizzato con criteri di qualità e nel rispetto delle norme vigenti, e a guidarci per trovare la soluzione migliore per il proprio caso.

News – 3 maggio 2014

Testare la funzionalità del salvavita

L’interruttore magnetotermico differenziale, più comunemente conosciuto con il nome di salvavita, è un dispositivo essenziale per la sicurezza contro i contatti accidentali di parti elettriche in tensione, evitando che la corrente elettrica possa attraversare una persona, provocando seri danni.

Questi dispositivi hanno integrati un pulsante che ci permette, se azionato, di verificare il corretto e reale funzionamento dell’interruttore differenziale. E’ importante assicurarsi che il salvavita funzioni correttamente, perchè se così non fosse non riuscirebbe a proteggere le persone in caso di contatti con parti in tensione, con gli eventuali rischi connessi.

E’ raccomandato che un test del genere venga effettuato almeno una volta al mese, in quanto basta premere il pulsante, contraddistindo generalmente dalla lettera T, per assicurarci con facilità che la sicurezza da un contatto con la corrente è ottimale.
Se dopo aver premuto il pulsante l’energia elettrica si interrompe, allora il dispositivo funziona ancora correttamente.

Nel caso in cui il salvavita dovesse andare in funzione con il conseguente scatto, per riattivarlo è bene ricordare di attivare per primo l’interruttore differenziale e solo dopo l’interruttore magnetotermico, se non dovesse rimanere in posizione, potrebbe essere a causa di un guasto sul circuito o sullo stesso salvavita, in questi casi, chiamare un tecnico abilitato è fondamentale per la sicurezza e l’incolumità delle persone.

Prendersi cura di un apparecchio basilare per la sicurezza della casa, è un gesto di responsabilità.

News – 21 aprile 2014

Energia Fotovoltaica

Grazie alla sua natura durevole e all’assenza di impatto ambientale, l’energia fotovoltaica è da considerarsi come la risorsa energetica del futuro.
Un impianto fotovoltaico è da considerarsi quindi un investimento, più che una spesa, per poter trasformare l’energia solare in energia elettrica, in quanto, in termini economici, l’energia da esso prodotta genera ricavi superiori alla spesa necessaria per installarlo e mantenerlo efficiente, andando ad ammortizzare il costo iniziale nel corso degli anni.

Oltre ai motivi economici, un impianto fotovoltaico contribuisce a ridurre l’uso dei combustibili fossili, e quindi a diminuire le emissioni di co2 nell’atmosfera, diventando quindi la spinta principale per la ricerca di un’energia pulita e sempre a minor costo.

Decidere di installare un impianto fotovoltaico, sul tetto della propria abitazione o nel giardino, permette dunque un abbattimento del costo della propria spesa energetica e non solo: l’energia non consumata può infatti essere ceduta alla normale rete elettrica ottenendo un profitto economico dall’energia prodotta dal proprio impianto.

Che sia per uso civile o industriale, sul mercato esistono oggi tre principali tipologie di sistemi fotovoltaici: gli impianti “stand alone” o isolati non sono connessi alla rete elettrica e quindi non possono cedere l’energia in eccesso ma vanno ad accumularla in speciali batterie, ci sono poi gli impianti “Grid Connect”, connessi alla rete elettrica, e allacciati ad una distribuzione dell’energia gestita da una società terza, e infine ci sono gli impianti cosiddetti “ibridi”, sistemi dove c’è un collegamento diretto con la rete elettrica e gli utenti possono scambiare l’energia prodotta in eccesso, o nel caso di una necessità maggiore, contare anche sulla normale erogazione di energia dalla rete nazionale.

Le potenzialità sull’uso dell’energia prodotta tramite impianti fotovoltaici non si fermano solo al consumo dell’elettricità, ma ci consente di sfruttare l’energia anche per il riscaldamento dell’acqua sanitaria per l’uso quotidiano senza utilizzare gas o elettricità, sostituendo i tradizionali modelli di scaldabagno o di caldaia per il riscaldamento, per il bagno, ecc.

Lo stato ha avviato negli ultimi anni una serie di agevolazioni ed incentivi per l’acquisto di pannelli solari e l’installazione di impianti fotovoltaici, differenti di regione in regione, per favorire lo sviluppo sul territorio nazionale finanziando in alcuni casi oltre il 60% del costo totale dell’impianto.

News – 21 aprile 2014

Verifica di un impianto elettrico

Da non confondere con il collaudo o con l’omologazione, per verifica di un impianto elettrico si intendono diverse operazioni atte a comprovare la rispondenza di un impianto alle norme di sicurezza CEI 64-8/6. Non effettuare le verifiche periodiche, ovvero non accertare che le condizioni iniziali di sicurezza ed efficienza non siano mutate, espone l’installatore a gravi conseguenze. Le suddette norme, in un capitolo dedicato, regolano e stabiliscono la periodicità di tali verifiche, ma, dove mancassero indicazioni precise, i tempi possono anche essere stabiliti dallo stato di conservazione dell’impianto.

Una delle operazioni di controllo principali è quella detta Verifica a Vista, che comporta l’analisi di tutto l’impianto, per controllare proprio che ogni componente dell’impianto sia realizzata a norma: i cui materiali devono risultare ancora integri, o che le distanze di sicurezza siano rispettate, che ci siano i giusti accorgimenti contro i contatti diretti, che la colorazione dei cavi sia rispettata, o ancora che i conduttori siano correttamente giuntati, questo è solo un breve riepilogo che non comprende tutte le misure contenute in questa verifica.

Altro strumento di controllo di un impianto elettrico sono le Prove, queste sono di carattere obbligatorio, ove applicabili; con queste si vuole accertare l’effettiva efficienza e corrispondenza dell’impianto alle norme CEI, e fra queste ricordiamo a titolo informativo:

  • Prova della resistenza di isolamento
    – Prova di funzionamento dei dispositivi
    – Prova della separazione elettrica SELV e PELV
    – Prova di continuità dei conduttori di protezione ed equipotenziale

Esistono poi altre tipologia di prove, ma tutte hanno in comune il dover essere effettuate con strumenti dedicati allo scopo, e con la presenza di un tecnico, documentato sull’impianto, che sappia operare con tutte le precauzioni necessarie a garantire l’incolumità delle persone.

Per quanto riguarda gli impianti elettrici già esistenti, i controlli di verifica hanno l’utilità di accertare la presenza di un livello di sicurezza accettabile, sempre che non siano più ritenute accettabili le normative vigenti al momento della costruzione dell’impianto.

Controllare con la giusta periodicità i nostri impianti elettrici ci permette di evitare danni e incidenti, che possono portare a conseguenze anche gravi per l’incolumità delle persone.

News – 12 aprile 2014

Il corto circuito

È senz’altro l’incidente domestico più pericoloso, vista la probabilità di venire fulminati o che la casa stessa possa andare a fuoco, se non vengono presi a tempo debito accorgimenti mirati.

Innanzitutto, è bene specificare che un impianto elettrico a norma prevede nella sua progettazione alcuni standard di sicurezza minimi, che sono la messa a terra ed il salvavita, che va a staccare la corrente automaticamente nel caso di problemi.

Quindi, l’importanza di affidarsi ad impianti progettati e realizzati secondo le ultime norme vigenti, serve anche ad evitare di imbattersi in simili eventi, che si verificano in genere quando un apparecchio elettrodomestico va in massa, ovvero perde isolamento, oppure quando i fili dell’impianto vanno a surriscaldarsi a causa di un forte carico elettrico.

E’ molto importante, a seguito di un corto circuito, verificare da dove sia partito e quale sia l’elettrodomestico o la presa che ha creato il problema, quindi bisogna individuare quale circuito ha presentato il problema.

Per accertarsi del guasto bisogna controllare con attenzione tutti gli elettrodomestici attaccati alla corrente, i punti-luce fissi e le prese, e per ricercare senza rischi per l’incolumità di chi non è un esperto del settore, è sempre bene richiedere l’intervento di un bravo elettricista che possa condurre la ricerca del guasto per voi.

Si nota allora come sia indispensabile far controllare nel lungo periodo tutto l’impianto elettrico, facendo tutti gli interventi di manutenzione necessari, per rintracciare e sostituire cavi deteriorati o con filamenti scoperti.

News – 6 aprile 2014

I vantaggi di un impianto domotico

Grazie ai progressi della tecnologia oggi l’impianto elettrico domotico risulta più vantaggioso e completamente adattabile rispetto ad un impianto classico, infatti consente per esempio di poter riprogrammare il compito di ogni pulsante della casa semplicemente grazie ad un pc, e le soluzioni che si vengono quindi a creare per adattarlo ad ogni ambiente sono molteplici.

Le variabili che influiscono sul costo finale, dalla scelta personale delle funzioni in base alle dimensioni, alla distribuzione degli spazi dell’abitazione e ai costi d’installazione, potrebbero variare di molto anche per impianti simili.

Il prezzo standard di un impianto domotico di base non è però molto più costoso rispetto ad un impianto elettrico tradizionale, e la possibilità di integrare successivamente all’installazione dell’impianto base in se, ogni genere di modulo aggiuntivo che può servirci, ci consente di avere costi più dilazionati nel tempo.

Infatti realizzato un impianto domotico di base, si può in seguito decidere di aggiungere moduli e funzioni a proprio piacimento anche nel corso del tempo: dal comandare le tapparelle, le tende o dal gestire l’impianto di riscaldamento o di irrigaazione, l’attivazione degli automatismi può avvenire sia a livello singolo, che all’interno di scenari programmati per aumentare il comfort abitativo durante gli orari e le situazioni progettate, grazie anche ad esempio ai nuovi kit di videocitofonia, degli impianti antifurto senza fili, ma anche grazie a nuovi pannelli domotici di controllo tattili touch-screen, per la visualizzazione di tutte le funzioni della casa attraverso planimetrie e fotografie dell’appartamento.

Quando tutte queste possibilità nel campo dell’illuminazione e dell’automazione sono rese possibili, il comfort abitativo e il risparmio energetico possono migliorare significativamente, aumentando la qualità della vita nel rispetto dell’ambiente.

News – 31 marzo 2014

Bollette luce e gas in calo

L’Autorità per l’energia e il gas, nell’aggiornamento dei prezzi di riferimento per il trimestre che parte da aprile, ha deciso una riduzione della bolletta, con flessioni per l’elettricità dell’1,1% e invece per il gas del 3,8%; questa diminuzione è legata al prezzo in discesa del gas utilizzato per la produzione dell’energia termoelettrica.

Nel dettaglio, da aprile, il prezzo di riferimento dell’energia elettrica sarà di 18,975 centesimi di euro per kilowattora, invece il prezzo di riferimento del gas sarà 83,01 centesimi di euro per metro cubo, tasse incluse.

Per la famiglia media, i cui consumi vengono calcolati in 2700kWh all’anno e una potenza impegnata di 3kW, la spesa media annua per l’elettricità calcolata dall’autorithy sarà di 512 euro distribuiti come segue:
– 21% per gli oneri generali di sistema, pari a 110 euro;
– 49% per il costo di approviggionamento dell’energia, pari a 253 euro;
– 15% per i servizi di rete, per un valore di 81 euro;
– 13% per imposte comprendenti accise e IVA, con un costo di 68 euro.

News – 21 marzo 2014

Somfy e Hitachi: un nuovo accordo nel segno della domotica

L’azienda Somfy, creatrice del sistema domotico TaHoma, uno dei più innovativi e adatti a gestire e controllare la propria abitazione in modo intuitivo, facile e innovativo, dopo i risultati ottenuti con la gestione da remoto e via wireless di finestre, tende da sole, apertura dei cancelli, tapparelle, degli impianti di riscaldamento e del sistema d’allarme,ci permetterà anche di azionare e regolare le pompe di calore e i sistemi di condizionamento.

Questo grazie ad un nuovo accordo stretto con la Hitachi per la gestione dei sistemi di condizionamento e in particolare della nuova serie di pompe di calore aria-acqua della serie Hitachi Yutaki, con l’obiettivo di allargare maggiormente il campo delle applicazioni della casa che è possibile gestire tramite la loro creazione, appunto TaHoma.

Si tratta di una nuova conquista per un sistema flessibile che non necessita di invasive opere murarie e può essere implementata nel tempo sul nascere delle nuove esigenze: le nuove applicazioni domotiche in casa potranno infatti essere integrate nel sistema in qualunque momento; questo sistema risulta essere particolarmente efficace non solo per nuove abitazioni, ma anche nel caso di ristrutturazioni, data la sua semplicità di installazione e di controllo tramite tablet, smartphone o computer connessi alla rete da ogni luogo ci si trovi.

I risultati evidenti di questa partnership sono stati mostrati durante la MCE 2014 (Mostra Convegno Expocomfort) alla FieraMilano di Rho che si è svolta dal 18 al 21 marzo 2014. In uno scenario complesso una tapparella, un sistema di luci e un condizionatore Hitachi interagivano per mostrare tutti i vantaggi di questa innovazione nel campo della domotica wireless, applicabile attraverso il loro sistema IO-HOMECONTROL a tutti i dispositivi compatibili come porte di garage, cancelli d’ingresso, impianto luci e quant’altro, per ricreare la soluzione più adatta alle necessità specifiche di ognuno, a seconda del proprio modo di vivere.

News – 11 marzo 2014

Guida alla nuova normativa 64.8 variante 3 sugli impianti elettrici

La nuova normativa comunitaria 64-8 nella nuova variante V3 fornisce indicazioni aggiornate per la realizzazione degli impianti elettrici a seconda delle diverse classificazioni degli ambienti.
Le nuove norme determinano quali caratteristiche specifiche devono essere rispettate in fatto di risparmio energetico, comfort abitativo e di prestazioni obbligatorie, le norme si applicano sui nuovi impianti, sul rifacimento completo degli impianti esistenti e sulle parti comuni degli edifici residenziali.

A cominciare dal centralino i nuovi modelli sono più grandi rispetto ai vecchi modelli e devono avere oltre l’interruttore generale, almeno due interruttori differenziali, generalmente chiamati salvavita; i nuovi quadri elettrici sono inoltre divisi in tre “circuiti” distinti, uno a 16 Ampere per le prese, uno da 10 per le luci e un circuito per l’alimentazione, e il terzo da 12V per i circuiti di chiamata.

La variante V3 inoltre descrive come strutturare gli impianti in considerazione delle seguenti apparecchiature:

-Differenziali in classe A per la protezione dei circuiti a cui fanno le apparecchiature con parti elettroniche, i condizionatori e le lavatrici.
-Differenziali con elevata insensibilità ai disturbi elettromagnetici con in alternativa il dispositivo di richiusura automatica.
-Predisposizione dell’alimentazione elettrica per l’elettrovalvola di intercettazione del gas domestico, da porre in vicinanza all’ingresso del gas nell’abitazione.
-Punti presa della cucina e della lavatrice con ALMENO una presa di tipo Schuko.

Fra le novità della normativa c’è anche l’introduzione di tre livelli di prestazioni come riferimento per le realizzazioni degli impianti elettrici, per ciascuna tipologia sono indicate le dotazioni minime come la potenza contrattuale impiegata, che viene diversificata in base alla superficie della casa.
Nel livello standard minimo, la normativa spiega come i punti luce e i punti presa devono essere distribuiti in modo uniforme lungo le pareti o quanti e quali debbano esserci attraverso i diversi ambienti della casa come la cucina o il bagno; questi livelli di base obbligatori, che costituiscono il livello 1, possono venire poi ampliati, tramite un sistema di controllo dei carichi, al livello standard Intermedio (livello 2): e cioè con la funzione di scollegare i carichi di corrente non prioritari, in caso di superamento della soglia di energia prefissata, evitando fastidiosi distacchi della linea principale derivanti da un’eccessiva richiesta di potenza.
La qualità di un impianto del livello 2 è superata solo grazie all’introduzione di dotazioni domotiche tecnologicamente avanzate (livello 3), per attestare il concetto di un impianto domotico, è necessario installare almeno quattro delle seguenti attrezzature:

-Gestione delle temperature dei locali
-Controllo e gestione dei carichi
-Impianti anti intrusione
-Gestione e automazione dei saliscendi (tapparelle)
-Sistema di diffusione sonora
-Controllo attraverso internet o via sms di più funzioni
-Rilavazione di fumi e incendio
-Sistema antiallagamento
-Sistema di rivelazione fughe di Gas

News – 10 marzo 2014

L’importanza dei sistemi antifurto per la tua casa

Il mondo degli antifurto, grazie allo sviluppo delle soluzioni tecnologiche più avanzate, ha prodotto dei nuovi sistemi all’avanguardia che non sorvegliano solo l’abitazione, ma riescono a garantire anche la sicurezza della persona.
I nuovi impianti antifurto wireless infatti non danno soltanto la possibilità di essere installati senza dover mettere mano all’impianto elettrico, ma danno anche la sicurezza da intrusioni con gli innovativi sistemi di Anticoercizione e Antiaggressione; ma cosa significano nello specifico questi due termini?

Il sistema anti coercizione permette di inserire un codice che, non permettendo l’attivazione dei sistemi locali di allarme (sirene), simuli la disattivazione dell’impianto, mentre in realtà avvisa direttamente le forze dell’ordine o i numeri programmati nell’antifurto.

Il secondo sistema, ovvero quello antiaggressione, è invece un deterrente contro i malintenzionati attivabile tramite un tasto sul telecomando dell’antifurto, che attiva le sirene esterne in situazioni di pericolo senza far scattare però tutte le misure di sicurezza.

Altro punto di forza del sistema antifurto wireless è la possibilità rispetto ai vecchi antifurto con collegamento via filo di non dover intervenire in modo invasivo sui muri della propria casa, oppure un’altra possibilità consentita dalle nuove tecnologie è la gestibilità da remoto del sistema grazie ai tablet o smartphone di nuova generazione, per avere sempre la situazione della propria abitazione sotto controllo.

News – 7 marzo 2014

Riqualificazione energetica, tutto ciò che bisogna sapere

Quello che gli esperti definiscono “riqualificazione energetica” non è soltanto lo sviluppo di sistemi che possano sfruttare fonti energetiche rinnovabili in sostituzione dei tradizionali combustibili fossili, ma è anche il concetto attraverso il quale ottimizzare la gestione degli attuali servizi energetici e soprattutto per contenere i consumi di energia.
Tutte queste accortezze possono influire in maniera notevole al consumo di energia di un edificio, migliorandone quindi la quantità dei flussi energetici che passano tra l’edificio e l’ambiente esterno. Quindi il risparmio si può ottenere non solo con una maggiore attenzione verso gli sprechi energetici, ma anche facendo sì che la qualità del sistema elettrico di un edificio sia più efficente e attento a questo genere di tematica.

Per intervenire correttamente ed effettuare un programma di efficienza energetica, una seria diagnosi energetica è una componente chiave che nasce dalla necessità di stabilire dei parametri per avere in seguito riconosciuto il conseguimento di un ambiente regolato secondo la norma UNI CEI EN ISO 50001. Infatti sia in campo europeo, che in ambito nazionale, vi sono forti segnali che spingono a creare o mantenere un sistema di gestione dell’energia più responsabile per migliorare la propria prestazione energetica. Lo stato ha infatti avviato una serie di agevolazioni fiscali atte al recupero energetico degli edifici esistenti e alla ristrutturazione di abitazioni inutilizzate:

“Sulle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014, per gli interventi di riqualificazione energetica di edifici già esistenti, spetta una detrazione del 65%. Percentuale che passerà al 50%, per i pagamenti effettuati dal 1º gennaio 2015 al 31 dicembre 2015.” [Fonte agenzia delle Entrate]

Questa serie di sgravi fiscali e detrazioni vengono messe in campo per chiunque abbia sostenuto le seguenti spese (a carico quindi del contribuente e non incentivati dal Comune):
– Interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti*
– Interventi su edifici esistenti, parti di edifici o unità immobiliari*
– L’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali*
– Interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione.*
– Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza*
– Interventi di sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria*

Elettricista Firenze
Pronto Intervento 24 ore su 24

Quante volte ti è capitato di avere problemi col tuo impianto elettrico e di avere urgente bisogno di una riparazione? Potresti aver bisogno di sostituire un salvavita o di installare un impianto antifurto o antincendio nella tua abitazione, azienda o ufficio. Oppure hai intenzione di rifare il tuo impianto di antenna tv o satellitare, come potresti aver bisogno di un nuovo videocitofono o di automatizzare il tuo pesante cancello in ferro rendendo più semplice e veloce l’ingresso nella tua proprietà.

Una risposta a "News"

  1. Abbiamo chiamato l’elettricista Adriano di elettrofirenze a seguito di un guasto elettrico nelle ore notturne.
    Ci ha subito tranquillizzati dicendo che avrebbe risolto il problema in 15 minuti e cosi è stato.
    Siamo rimasti molto contenti di aver conosciuto un tecnico in gamba, e abbiamo affidato a lui la messa a norma dell’ impianto elettrico, antifurto e impianto tv digitale terrestre.

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