Verifiche e controlli da effettuare su impianti elettrici

1.     Le verifiche dell’impianto elettrico – Generalità

Per verifica si intende (Norma CEI 64-8/6) l’insieme di operazioni mediante le quali si vuole comprovare la rispondenza dell’impianto alle norme di sicurezza e alla legge. Come sottolineato dalla guida CEI 64-14  non va confusa con il collaudo col quale, pur avendo in comune il controllo dell’impianto elettrico, ci si prefigge invece di accertare la corrispondenza dell’installazione al progetto e al capitolato d’appalto. Non è da confondere nemmeno con l’omologazione, procedura con la quale un Ente preposto certifica la conformità a particolari requisiti indicati da norme e leggi in vigore. Le verifiche iniziali sono espressamente richieste dalla legge 46/90 relativamente alla dichiarazione di conformità e devono essere svolte scrupolosamente secondo i dettami delle diverse Norme CEI.  Non effettuare le verifiche espone infatti l’installatore a gravi conseguenze perché la dichiarazione rilasciata risulterebbe in parte falsa. Egli non potrebbe giustificarsi in alcun modo in caso di incidenti provocati da eventuali difetti nascosti, anche se questi fossero causati da dipendenti  o aziende subappaltatrici. In ogni caso, anche se le verifiche fossero affidate ad altri professionisti, è colui che sottoscrive la dichiarazione di conformità che si assume in prima persona la responsabilità dei lavori eseguiti da terzi avendone dichiarato la verifica prima della messa in funzione. Successivamente, dopo le verifiche iniziali, si effettuano le verifiche periodiche, per accertare che le condizioni iniziali di sicurezza non siano mutate e, in occasione di sostanziali modifiche o ampliamenti all’impianto, le verifiche straordinarie. La periodicità delle verifiche è stabilita dalle Norme CEI specifiche e, ove mancassero indicazioni precise, la frequenza può essere stabilita in considerazione delle condizioni di conduzione dell’impianto (stato di conservazione dell’impianto). Le modalità e i risultati delle verifiche, ove non esplicitamente richiesto, è opportuno che siano raccolti e pubblicati in apposite relazioni nelle quali saranno dettagliatamente riportati anche gli eventuali difetti impiantistici riscontrati.  Sostanzialmente ogni verifica consiste in due distinte operazioni l’una imprescindibile dall’altra: l’esame a vista e le prove

1.1     L’esame a vista

L’esame a vista è propedeutico alle prove e può essere di due tipi:

  • Esame a vista ordinario
  • Esame a vista approfondito

L’esame a vista ordinario deve accertare che i componenti siano, conformemente alle relative Norme, correttamente scelti ed installati e che non presentino danneggiamenti evidenti. Consiste nell’ispezione di tutti i materiali impiegati per identificarne eventuali difetti visibili a colpo d’occhio, come ad esempio rotture degli involucri, fissaggi non eseguiti a regola d’arte, assenza di targhette identificative ecc..

L’esame a vista approfondito consiste in un’ispezione più accurata nella quale, avvalendosi di opportuni attrezzi, si vogliono evidenziare difetti quali ad esempio errati collegamenti, morsetti allentati, ecc..  E’ un esame che normalmente richiede l’accesso ai componenti  e viene effettuato in funzione delle seguenti considerazionii:

  • Stato di conservazione dell’impianto (esperienza del personale, qualità della manutenzione,ecc..);
  • Condizioni ambientali (condizioni ambientali critiche);
  • Gravosità del servizio (servizio di tipo prolungato);
  • Qualità della documentazione fornita (documentazione secondo CEI 0-2).

1.2     Le prove

Con le prove si intende accertare, mediante appropriate misure, la rispondenza dell’impianto alle Norme CEI. Durante l’esecuzione delle misure è opportuna la presenza di un tecnico responsabile esperto dell’impianto in grado di attivare tutte le precauzioni necessarie a garantire l’incolumità  delle persone. Gli impianti di nuova costruzione devono essere sempre verificati ed i controlli possono essere totali o a campione quando le installazioni presentano caratteristiche simili e sono realizzate in grande quantità (ad esempio apparecchi illuminanti, prese a spina, ecc..). Negli impianti preesistenti i controlli hanno invece lo scopo di accertare l’esistenza di un livello di sicurezza accettabile in relazione alle innovazioni normative e/o tecniche del momento, sempre che non siano più ritenute accettabili le normative vigenti al momento della costruzione dell’impianto.

1.3     Gli strumenti

Per l’esecuzione delle varie prove la Guida CEI 64-14 consiglia una dotazione strumentale costituita da strumenti dedicati, cioè costruiti appositamente per una specifica misura. Sono comunque accettabili anche strumenti  multifunzione  purché sia garantito un risultato equivalente e affidabile. Gli strumenti devono essere realizzati e provati in conformità alle relative norme di sicurezza ed è importante che il costruttore e/o il distributore siano in grado di garantire un servizio di assistenza  per interventi di controllo, riparazione e calibrazione  e relativa certificazione del prodotto. Per l’esecuzione delle prove è consigliata una dotazione strumentale che comprenda almeno:

  • Apparecchio per la prova della continuità dei conduttori di protezione ed equipotenziali;
  • Misuratore della resistenza di isolamento;
  • Misuratori della resistenza (sistemi TT) e dell’impedenza (sistemi TN) dell’anello di guasto;
  • Misuratore o apparecchiatura per la misura della resistenza di terra con metodo volt-amperometrico e relativa attrezzatura;
  • Apparecchiatura per la misura delle tensioni di passo e di contatto;
  • Apparecchio per il controllo della funzionalità dei dispositivi differenziali;
  • Amperometro, anche a pinza, meglio se ad alta sensibilità, per la misura delle correnti di primo guasto;
  • Multimetri o voltmetri;
  • Calibro;
  • Dito e filo di prova;
  • Luxmetro.

Particolare attenzione bisogna porre all’errore che ogni strumento e sistema di misura comporta. La sua conoscenza ne permette la correzione rendendo più attendibile la misura. L’appendice C della guida CEI 64-14 individua e riporta alcuni esempi esplicativi di  due tipi di errore:

  • Errore strumentale
  • Errore operativo

L’errore strumentale di uno strumento analogico è indicato in percentuale riferita al fondo scala mentre l’errore di uno strumento digitale è in genere indicato come la somma di un errore percentuale riferito al valore letto e di un errore dovuto allo scorrimento dell’ultima cifra rispetto al valore vero della grandezza misurata (fig. 1.3.1).

Fig. .1.3.1 – Esempio di errori di uno strumento

Gli errori operativi sono invece quelli che si compiono nei collegamenti del sistema di misura. Alcuni tra gli errori  più comuni sono:

  • L’introduzione di resistenze di contatto elevate nella misura di un piccolo valore di resistenza;
  • Misure su impianti con carichi non lineari o in presenza di armoniche eseguite con strumenti costruiti solo per grandezze sinusoidali a frequenza di 50 Hz che potrebbero non visualizzare il vero valore efficace e introdurre errori di lettura fino al 50% in meno del vero valore efficace;
  • Forti campi magnetici (ad esempio in cabine di trasformazione, in presenza di grossi motori, in prossimità di linee ad alta tensione, ecc..) potrebbero influenzare negativamente la misura  mediante voltmetri.  Gli strumenti digitali impiegati per le misure di tensione sono generalmente ad alta impedenza interna, caratteristica che permette di apprezzare piccoli valori o  piccole variazioni di tensione con una piccola energia. In questi strumenti gli stessi cavetti di collegamento possono causare, per la presenza di campi elettromagnetici, errori piuttosto grossolani. A causa del fenomeno dell’induzione elettromagnetica i cavetti sono infatti sede di forze elettromotrici indotte tanto più intense quanto più sono lunghi e quanto più è alta l’impedenza interna al voltmetro.

L’errore non può mai essere completamente eliminato perciò si parla di livello di errore accettabile che dipende dall’uso che si fa del valore ricavato dalla misura. Ad esempio in un impianto TT coordinato con interruttori differenziali una misura di  resistenza di terra in eccesso rispetto al vero valore va a vantaggio della sicurezza mentre in un impianto TN il valore dell’impedenza dell’anello di guasto va attentamente valutato in quanto essendo normalmente di valore modesto la somma degli errori potrebbe falsare la lettura