Come funziona il magnetotermico negli impianti elettrici Firenze

Un importante dispositivo elettrico (anzi diciamo che appartiene a quella categoria di componenti fondamentali nella realizzazione di un impianto elettrico di qualsiasi natura), è l’Interruttore Automatico Magnetotermico.

Il compito principale di questo dispositivo è quello di proteggere l’impianto dalle sovracorrenti e dai cortocircuiti.

Cosa significa proteggere un impianto elettrico dalle sovracorrenti e dai cortocircuiti?

Significa che il magnetotermico interviene e scollega tutto o parte dell’ impianto elettrico a cui fa capo, tutte le volte che uno di questi fenomeni si verifica e vedremo in seguito come possono verificarsi dei cortocircuiti e dei sovraccarichi.

Prima però voglio farti un elenco delle caratteristiche di questo importantissimo dispositivo:

  • Attraverso il magnetotermico è possibile inserire e disinserire manualmente una utenza o una parte dell’impianto elettrico in assoluta sicurezza.
  • Il suo potere di interruzione, è compreso tra 4500A-6000A in ambito residenziale. Questo significa che viene realizzato considerando la massima corrente che l’interruttore può interrompere senza essere danneggiato e per gli impianti elettrici residenziali il valore è compreso tra 4500A E 6000A.
  • Ha una lunga durata nel tempo e a differenza di un fusibile, è possibile riutilizzarlo più volte in caso di intervento.

Come abbiamo detto in precedenza gli interruttori automatici magnetotermici, hanno il compito di interrompere il passaggio di corrente in caso di cortocircuito o sovraccarico.

Nel primo caso l’interruttore magnetotermico interviene quando si verifica una cortocircuito.

Il cortocircuito in un impianto elettrico, per fare un esempio, può essere provocato da due conduttori di fase o da un conduttore di fase e uno di neutro che entrano in diretto contatto tra di loro e questo può succedere quando la guaina protettiva dei cavi elettrici, si logora a causa di un eccessivo surriscaldamento dei cavi stessi, oppure all’usura da invecchiamento ecc…

Nel secondo caso, l’interruttore automatico magnetotermico, interviene quando si verifica una corrente di sovraccarico.

Un sovraccarico è un assorbimento di corrente che è superiore a quello che i conduttori e la loro sezione sono in grado di sopportare.

Tanto per fare un esempio banale, è come se un camion la cui capacità massima di carico fosse di 10 quintali, tu cercassi di fargli trasportare 20 quintali! E ovvio che non farà molta strada…..

Quindi supponiamo che un cavo elettrico di sezione 1,5 millimetri quadrati che può sopportare un carico di corrente di 10A è attraversato da una corrente di 15-20A. Questo cavo avrà un sovraccarico di 5-10A che a lungo termine provocherà un surriscaldamento e conseguente deterioramento della guaina isolante del cavo.

Queste situazioni in un impianto elettrico si possono verificare quando si collegano troppe utenze tutte insieme, per esempio lavatrice, frigorifero, forno, aspirapolvere, microonde e quindi è fondamentale la presenza di questi interruttori automatici magnetotermici.

Un fattore di efficienza di questo dispositivo è il tempo di intervento, cioè di apertura dei contatti.

Questo tempo, dipende dal tempo di circolazione e dal valore della corrente di sovraccarico che passano attraverso il magnetotermico.

Ognuno di questi dispositivi è costruito per una specifica tensione di esercizio(tensione nominale) che può essere di 230V 230/400Vo 400V e per una corrente massima di esercizio(corrente nominale In), che può variare da 6A fino a 125A. Da non confondere con il potere di interruzione!

Questi valori vengono indicati solitamente sulla parte frontale del magnetotermico.

Ora, dato che un sovraccarico può essere di differenti “dimensioni” e “durate”, i magnetotermici vengono progettati in modo che il loro intervento sia adeguato, proporzionato alla portata del sovraccarico.

Infatti possono verificarsi diversi tipi di sovraccarichi in un impianto elettrico:

  • Ci sono sovraccarichi lievi che non comportano nessun rischio all’impianto e dove il magnetotermico può anche non intervenire.
  • Ci sono sovraccarichi di una certa entità che nel lungo periodo possono danneggiare l’impianto e in questo caso il magnetotermico deve essere in grado di intervenire in un determinato arco di tempo.
  • E infine si possono verificare sovraccarichi molto intensi e improvvisi per i quali si richiede un intervento da parte del magnetotermico quasi immediato.

Nel caso di cortocircuito, l’intervento è immediato!

In genere in base alle caratteristiche dell’impianto che si desidera proteggere, si possono trovare in commercio differenti tipi di magnetotermici, quindi è possibile trovare magnetotermici di tipo B, di tipo C e di tipo D. Queste lettere indicano la curva di intervento del magnetotermico, mentre il numero che viene indicato subito dopo indica la corrente massima di esercizio.

Nel settore residenziale, si utilizzano magnetotermici di tipo B e/o tipo C, a seconda dei casi.

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Come puoi vedere dalla figura, sulla parte frontale del magnetotermico, sono riportati dei valori:

Il primo in lato C20, indica che è un magnetotermico di tipo C, con corrente di esercizio di 20A

Il secondo valore indica la tensione nominale (400VAC)

Il terzo valore racchiuso nel rettangolo è il potere di interruzione